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Decreto Legge Ristori, Confcommercio: "Servono risposte urgenti per riaprire e ripartire"

Così il direttore di Ascom-Confcommercio Forlì, Alberto Zattini, che ribadisce l'allarme già lanciato nei precedenti dpcm

“La soluzione di ultima istanza del “più chiusure” determina costi economici e sociali crescenti, sempre meno sostenibili e che, comunque, richiedono ristori davvero adeguati e davvero tempestivi". Così il direttore di Ascom-Confcommercio Forlì, Alberto Zattini, che ribadisce l'allarme già lanciato nei precedenti dpcm: "Stiamo rischiando la cessazione dell’attività di centinaia di imprese e la cancellazione di migliaia di posti di lavoro".

Argomenta Zattini: "Sono necessarie risposte urgenti,  a partire certo dai settori in cui l’emergenza ha picchiato e picchia in modo più duro, ma tenendo oggettivamente conto – in un’ottica necessariamente di filiera - di quanto l’impatto dell’emergenza sanitaria, divenuta emergenza economica e sociale, incida trasversalmente sull’intera area dei servizi di mercato".

"Confcommercio-Imprese per l’Italia chiede, dunque, il rafforzamento dei ristori a fondo perduto (con maggiori dotazioni finanziarie, ampliamento dei soggetti beneficiari) per le imprese; indennità per lavoratori autonomi e professionisti; la prosecuzione del credito d’imposta per le locazioni commerciali e gli affitti d’azienda e incentivi fiscali che favoriscano le intese tra locatori e locatari - conclude Zattini -. Servono moratorie fiscali e creditizie più ampie e inclusive e la continuità degli ammortizzatori sociali, insieme ad una stagione nuova di vere politiche attive per il lavoro. Riaprire e ripartire: deve essere questo l’obiettivo e deve essere questo l’impegno condiviso. Ne va della tenuta sociale del Paese".

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