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Martedì, 18 Gennaio 2022
Economia

Economia strangolata dalla burocrazia: l'analisi di Confartigianato

“Le regole ci strangolano”: una frase ripetuta spesso da chi fa impresa. Una selva di adempimenti che condiziona negativamente la dinamica della produttività e i processi di crescita economica

“Le regole ci strangolano”: una frase ripetuta spesso da chi fa impresa. Una selva di adempimenti che condiziona negativamente la dinamica della produttività e i processi di crescita economica. La persistente burocrazia, che si intreccia con le resistenza nella diffusione della digitalizzazione dei processi di gestione e offerta dei servizi pubblici rivolti a cittadini e imprese, comprime la capacità di produzione di valore aggiunto delle imprese: negli ultimi dieci anni il dato, per ora lavorata, in Italia è salito del +1,3% a fronte del +9,1% registrato nell’Eurozona. Il contesto per l’esercizio dell’attività imprenditoriale è più difficile in Italia che nei Paesi competitor: l’Italia si colloca al 58° posto nel mondo per condizioni favorevoli a ‘fare impresa’. Sulla complessità degli adempimenti burocratici per i cittadini e l’impresa pesa l’enorme mole di leggi in vigore nel nostro Paese.

L’ufficio studi di Confartigianato ha effettuato un confronto tra Italia e Germania in relazione all’offerta di alcuni importanti servizi pubblici. Spiega una nota di Confartigianato: “Nel nostro Paese i processi di digitalizzazione sono resi complessi da una pubblica amministrazione “labour intensive” – con un alto rapporto tra lavoro e capitale – e caratterizzata da una elevata età dei dipendenti pubblici. Bassi investimenti e invecchiamento dei dipendenti pubblici riducono la capacità delle Amministrazioni pubbliche di consolidare relazioni digitali con gli utenti dei servizi: in Italia, la quota di occupati che interagiscono via internet con le pubbliche autorità spedendo moduli compilati – attività che riduce i tempi delle procedure e le code agli sportelli è dimezzata rispetto alle media europea. La non brillante performance dell’Italia nella qualità dei servizi pubblici non appare giustificata da una minore spesa pubblica che, nel 2019, è in linea con la media dell’Eurozona e superiore alla media dell’Unione Europea di 1,8 punti percentuali e a quella della Germania di 1,2 punti. Tra i paradossi che si concretizzano nel pieno della rivoluzione digitale, i tempi di attesa per certificati e pratiche anagrafiche che non registrano significativi benefici agli sportelli comunali: la quota di utenti che lamenta lunghe code continua a salire”. 

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