Protesta di Confartigianato a tutela degli orafi: "La legislazione sui “compro oro” danneggia l’artigianato"

"In Italia non si conoscono le mezze misure - esordisce Confartigianato -. O tutto o niente, verrebbe da dire di fronte al nuovo decreto legislativo, che impone precise regole all’attività dei compro oro"

"La legislazione sui “compro oro” danneggia l’artigianato". Confartigianato si schiera a tutela degli orafi. "In Italia non si conoscono le mezze misure - esordisce l'associazione -. O tutto o niente, verrebbe da dire di fronte al nuovo decreto legislativo, che impone precise regole all’attività dei compro oro. L’obiettivo della norma, condiviso da Confartigianato, è quello di controllare il settore per combattere pratiche illegali e rischi di riciclaggio. Ma la legge ha ecceduto, includendo anche gli orafi artigiani tra i soggetti che devono rispettare i rigorosi obblighi imposti a chi svolge soltanto attività di compravendita di metalli e oggetti preziosi. Durante il dibattito parlamentare che ha preceduto l’emanazione del decreto, Confartigianato è intervenuta per chiedere sì una legge che disciplinasse i compro oro, ma senza caricare di nuova burocrazia gli orafi che svolgono attività di compravendita di oro usato soltanto in forma marginale e occasionale. Una posizione, quella di Confartigianato, accolta e condivisa dalle Commissioni di Camera e Senato. Ma alla fine ha prevalso la linea dura e il nuovo decreto assesta un brutto colpo al settore dell’oreficeria artigiana".

Confartigianato Orafi, commentando la norma manifesta profonda delusione perché in Parlamento la Confederazione, "ha abbondantemente motivato le richieste di distinzione all’interno delle categorie merceologiche. Con questa legge, si snatura un’ottima finalità, raggiungendo, di fatto, l’effetto opposto". Confartigianato denuncia che "quella che era una legge dedicata all’antiriciclaggio rischia di mettere in gravissima difficoltà gli operatori economici. Considerando che in Italia è difficilissimo arrivare alle leggi, ma è ancora più difficile cambiarle, gli orafi di Confartigianato desiderano impedire che qualcuno speculi politicamente facendosi bello con una norma che, in realtà  fa molto male agli imprenditori". "L’impostazione - spiegano i vertici di Confartigianato - che dipinge l’imprenditore privato come potenziale delinquente non è ancora superata e quando si legifera spesso si parte da questo pregiudizio profondamene sbagliato. Forse, il giorno in cui non ci saranno più imprenditori privati, ci si accorgerà dell’errore commesso”.

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