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Sindacati ancora divisi: referendum sull'accordo Fiom Cgill e Unionmeccanica-Confapi

Si stanno concludendo in questi giorni le assemblee nelle piccole e medie imprese metalmeccaniche di Forlì e il referendum sull'ipotesi di accordo

Si stanno concludendo in questi giorni le assemblee nelle piccole e medie imprese metalmeccaniche di Forlì e il referendum sull’ipotesi di accordo raggiunta il 29 luglio scorso tra la Fiom CgilL e l’Unionmeccanica-Confapi (associazione delle piccole e medie imprese metalmeccaniche). “Il voto certificato dei lavoratori forlivesi su un campione largamente rappresentativo di imprese consegna  un’approvazione chiarissima del contratto (con un 98% di voti favorevoli), una importante partecipazione dei  lavoratori e delle lavoratrici alle assemblee e al referendum (312 lavoratori partecipanti al voto sui 439 aventi diritto in 22 diverse aziende) e la condivisione di uno strumento, quello del voto certificato, che consegna alle persone il diritto di votare sui contratti che li riguardano”, riporta il sindacato.

“A Forlì applicano in contratto Unionmeccanica-Confapi anche aziende importanti come la CCLG (un centinaio  di dipendenti, azienda impegnata nel settore civile industriale e della nautica), la CEPI (una novantina di dipendenti, azienda specializzata nella realizzazione di impianti per alimenti), la Babbini di Civitella (una cinquantina di dipendenti, azienda leader nel settore delle macchine per il settore saccarifero).  - conferma il segretario Michele Bulgarelli - In questi giorni si conclude a livello nazionale il referendum e il contratto sarà applicato a tutti i lavoratori del  settore a partire dalla busta paga di settembre 2013, comprensiva anche degli aumenti previsti per i mesi di  giugno, luglio e agosto.L’aumento a regime è pari a 131 euro lordi riparametrati al 5° livello (come da tabella allegata)”.

Spiega Bulgarelli che “ci sono due elementi centrali in questo contratto: per la prima volta un’associazione di imprese riconosce e sancisce nel testo contrattuale la necessità  di sottoporre l’esito del negoziato al voto dei lavoratori interessati escludendo quindi la possibilità di “accordi separati” perché il contratto lo votano i lavoratori. Secondo, è un contratto che non opera scambi impropri e non riduce i diritti dei lavoratori del settore: non vengono infatti introdotti, a differenza del contratto nazionale Federmeccanica (firmato da Fim e Uilm, non dalla Fiom e non sottoposto ad alcun voto dei lavoratori), la derogabilità dei minimi contrattuali, il non pagamento dei primi tre giorni di malattia e flessibilità non contrattate degli orari di  lavoro”.

Questo rinnovo, che arriva qualche mese dopo il rinnovo unitario del contratto nazionale delle cooperative  metalmecanniche, “dimostra concretamente che, rispetto all’accordo separato sul contratto Federmeccanica (che ha portato tensioni e vertenze nelle imprese), un altro contratto è possibile, con la democrazia, senza scambi impropri e confermando i diritti delle persone che lavorano. Partendo da questo risultato, l’obiettivo della Fiom resta la riconquista di un unico e  dignitoso contratto nazionale per tutti i lavoratori metalmeccanici”, chiude la Fiom.

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