Politic Comics: in mostra quarant'anni di politica italiana a fumetti

La Fumettoteca Alessandro Callegati "Calle" ospita una esposizione consultabile dal titolo "PoliticComics! Fumetto da Politica, Politica da Fumetto" allestita, nel contesto del periodo elettorale comunale, dal 16 al 31 maggio 2019. Una Mostra che propone vari documenti fumettistici, con la proposta di oltre 30 testate realizzate dalla fine degli anni '70 fino ai giorni nostri, tutti prodotti nati e legati al mondo politico nazionale. Vi si trovano numeri del famigerato Il Male, di Cuore, Tango e tanti altre testate che, di generazione in generazione, hanno fatto la storia di una politica fumettistica socio-culturale. Fumetto e politica, non è difficile spiegare come, in certe pubblicazioni, queste due cose entrino così in simbiosi, esaltandosi a vicenda, in un modo che se non lo si nota personalmente non vi è speranza di farlo diversamente comprendere. Senza ombra di dubbio, è anche un rapporto complicato che, evitando di perdersi in inutili categorie e definizioni, vede la proposta della Fumettoteca, senza pretese esaustive in relazione a tutta la produzione fumettistica italiana, nella ricerca di ricavare un panorama complessivo che abbia un senso compiuto e che renda l’idea di quanto veramente il fumetto abbia comunque avuto importanza per contribuire alla formazione politica dell’opinione pubblica. Uno specifico contributo allineato anche alle attuali elezioni con un occhio rivolto al passato e alle sue divertenti dissacrazioni, ironiche e autoironiche, della vita politica italiana. Per tutto il pubblico, fino ad esaurimento, fumetti in omaggio.  
 
"PoliticComics! Fumetto da Politica, Politica da Fumetto", uno spaccato socio-culturale della produzione fumettistica nazionale, a parte i capostipiti Il Male e Cuore, nella mostra si può visionare un ampia carrellata di tanti nomi strani di queste pubblicazioni, come Il Tormentone, Boxer, Zapata, Barbecue, Il Sale, SenzaQuore, XL ExtraLarge, Il Cartone, Corriere delle Alghe, L'eco della Carogna, e così a proseguire. Ovviamente non mancano i nomi più noti al pubblico come Il Vernacoliere al suo 59° anno, Frigideire, Linus, e tantissimi altri. Pubblicazioni che, come si capisce fin dai titoli, non fanno nulla per nascondere il loro intento satirico e molto critico nei confronti della politica di casa nostra. Sarebbe opportuno rammentare che il fumetto non nasce come avventura ma come satira, come tranche de vie, come sguardo sul reale, interpretato da questo medium di leggerezza e forza che può solo proporre l'immagine unita alla parola. Il primo personaggio, Yellow Kid, mostrava, portando all'assurdo, il mondo degli immigrati americani. E oggi? I fumettisti che si mettono in gioco, come quelli di quaranta anni fa, fanno parte della politica che vivono, osservatori, commentatori grafici del sociale. Come afferma McLuhan "il mezzo caratterizza il messaggio", ovvero lo definisce fin dal suo apparire, quasi non ci fosse bisogno di leggerlo, e questo indipendentemente da quale parte politica voglia interpretarlo! Una proposta politica “contro” non occasionale, non grossolana e non gratuitamente lesiva, un segno di come questa eredità non si sia persa, perché il fumetto può essere strumento politico come ogni altra forma di espressione.

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