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Presepe vivente e accensione Zöc 'd Nadêl: Dovadola si prepara all'arrivo del Natale

Saranno i giovani dell'Oratorio di Don Bosco di Dovadola a proporre il presepe vivente che si svolgerà lunedì con inizio alle ore 21all'Abbazia di Sant'Andrea, il luogo sacro dov'è sepolta la venerabile Benedetta Bianchi Porro

Saranno i giovani dell'Oratorio di Don Bosco di Dovadola a proporre il presepe vivente che si svolgerà lunedì con inizio alle ore 21all'Abbazia di Sant'Andrea, il luogo sacro dov'è sepolta la venerabile Benedetta Bianchi Porro. Verrà rappresentata in costume la nascita di Gesù e la storia di Artibano, il quarto dei Re Magi, che si mise in viaggio come gli altri tre più famosi Gaspare, Baldassarre e Melchiorre, verso Betlemme, ma non vi arrivò a causa di diverse vicissitudini.

Anche lui vide la luce della stella e decise di andare ad adorare il bambino per portargli i suoi doni preziosi. Secondo la leggenda vendette tutti i suoi averi e acquistò così tre gemme: un rubino, uno zaffiro e una perla. Mentre era in viaggio rimase indietro perchè si fermò ad aiutare altre persone. Per primo un ebreo moribondo: per guarirlo offrì la prima gemma. Poi fu la volta di un neonato che salvò dalla strage degli innocenti con la seconda pietra preziosa. Infine, ormai vecchio, quando nei pressi del Calvario si rammaricò di non aver potuto omaggiare il Re, offrì la terza gemma per liberare una ragazza dalla schiavitù. È a questo punto che Gesù, in una apparizione, si rivelò a lui, rassicurandolo: tutto quello che aveva fatto agli altri, l'aveva fatto a lui stesso.

La sera successiva alle ore 20.00, alla vigilia di Natale, in piazza Marconi verrà acceso il tradizionale fuoco attorno al quale si raduneranno i bambini residenti in paese, invitati dalla Pro Loco, per aspettare Babbo Natale che porterà un giocattolo per quelli che hanno un'età compresa fino ai dieci anni, mentre l'animatore Pellico intratterrà tutti i presenti. "Poi per tutto il periodo festivo, informa il sindaco Gabriele Zelli, si alterneranno le associazioni dovadolesi organizzando momenti conviviali e, a prezzi modici, sarà possibile cenare".

Anticamente, il 25 dicembre, si celebrava la nascita del Sole, che dopo la crisi solstiziale ricomincia a "crescere"; e la Chiesa cristiana, utilizzando data e contenuti propri già di culti precedenti, pose in questo giorno la ricorrenza della nascita di Cristo, facilitando così il passaggio dalle vecchie alle nuova religione. Tutto il ciclo festivo che andava da Natale all'Epifania era dedicato a pratiche propiziatorie (cibi rituali,frasi augurali, regali, banchetti, ecc.) E divinatorie (si "leggeva la ventura" in svariati modi).

Nel camino doveva ardere, possibilmente per tutto il periodo, il ceppo (e' zöch d' Nadêl" pratica finalizzata ad "aiutare" il rinvigorirsi del sole. Nel caso di Dovadola, così come avviene in molti altri paesi, la tradizione rivive nel centro del paese, sotto lo splendido albero di Natale allestito dalla Pro Loco e dalla Protezione Civile, ulteriormente abbellito dagli addobbi preparati dagli alunni delle scuole con materiale di riciclo.

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