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Studio sull'architettura della sede del Credito cooperativo

Corso della Repubblica, 2 · Centro Storico

La mia passione per l’architettura e la fotografia mi ha portato anche a Forlì per ammirare e immortalare nelle mie fotografie le architetture degli anni 30 progettate dall’architetto Cesare Valle. Infatti in questa città ho avuto la fortuna di scoprire un bellissimo bassorilievo di Mario Mirko Vucetich sul Palazzo dell’Ex INFPS (Istituto Nazionale Fascista Previdenza Sociale) attualmente sede di un istituto di credito, il Credito cooperativo ravennate, imolese e forlivese. Progettato dall’architetto Cesare Valle nel 1937 si trova in Corso della Repubblica 2. La composizione del prospetto giocata su regolarità e rigidità simmetrica ricalca lo schema classico, seppur semplificato, del palazzo urbano. Sulla facciata principale del palazzo si può ancora leggere l’originaria denominazione. Agli angoli del palazzo tra le finestre del primo e secondo piano in origine c’erano 4 bassorilievi, uno sopra ogni finestra ma dopo il 1945 con la caduta del Regime Fascista ne sono stati rimossi 3, fortunatamente uno è ancora presente.

Ho potuto attribuire a Vucetich il bassorilievo in questione confrontandolo con una foto originale del bozzetto in gesso eseguito dallo stesso artista. Lo stile compositivo dell’artista nel suo lungo percorso cronologico attraversa diverse fasi stilistiche. Dalle influenze simboliste di Adolfo Wildt, visibili in alcuni ritratti, si passa all’adesione alla poetica del Novecento e alla vicinanza ad artisti come Arturo Martini e Marino Marini. Nelle opere novecentiste dell’artista prevale un ritorno a forme sintetiche che ricordano elementi della scultura tardoromana o rinascimentale. Vucetich aveva maggiore propensione per le piccole figure piuttosto che per le grandi allegorie, ma si esprimeva al meglio tanto nelle teste di fantasia quanto nei ritratti. La suddetta foto assieme ad un'altra immagine di uno dei 4 bassorilievi è presente nella monografia “Mario Mirko Vucetich (1898-1975) Dal Futurismo al Novecento” a cura di Andrea Speziali edita da Silvana Editoriale che uscirà a breve. Un cenno all’artista: Mario Mirko Vucetich (Bologna, 9 gennaio 1898 – Vicenza, 6 marzo 1975) è stato un artista italiano, che operò nel periodo tra modernismo, futurismo e novecentismo. Originario della Dalmazia, impiegato presso le Ferrovie dello Stato. La sua prima formazione artistica si svolse a Bologna, in seguito si trasferì con la famiglia a Napoli. Proseguì i suoi studi, fino ad ottenere nel 1917 la cattedra in Disegno architettonico al Regio Istituto di Belle Arti. Nel 1919 fu assunto come architetto comunale a Gorizia. Qui iniziò a frequentare i circoli futuristi. Nello stesso anno redasse, insieme a Sonofrio Pocarini, il Manifesto del movimento futurista giuliano, pubblicato sull'Eco dell'Isonzo e sul Roma futurista.

Venne trasferito nel 1920 al Comune di Vittorio Veneto (TV), per svolgere servizio presso il Ministero delle Terre Liberate. Dopo lo scioglimento del Ministero, che avvenne l'anno seguente, continuò le sue attività a Bologna, Venezia, infine a Roma. Nel 1923 vinse in un primo concorso emiliano di Decorazione nell'ambito del Pensionato Artistico Nazionale, e in una seconda prova del 1925 in Architettura. Nel 1928 partecipò al concorso curlandese per il “Padiglione della Mostra Coloniale” indetto dall'Accademia di Belle Arti bolognese. Una delle opere architettoniche più famose dell’artista e la Villa Antolini di Riccione progettata nel 1923. Rimpatriò nel 1932. Ristabilendosi nella capitale aprì uno studio a Valle Giulia, e riprese con successo le sue attività sceniche, allestendo numerosi spettacoli teatrali. Durante il secondo conflitto mondiale lasciò Roma per rifugiarsi a Siena, occupato all'Accademia Musicale Chigiana. Si trasferì poi a Vicenza restandovi oltre la fine della guerra, e lavorandovi per il resto dei suoi giorni. Nel 1954 scrisse la scenografia, i testi e fece la regia della "Partita a Scacchi a Personaggi Viventi" di Marostica che diresse sino alla metà degli anni settanta, morì nel 1975.

Sono Luigi Matteoni, fotografo e fondatore della pagina Architettura del 900 in Italia e socio dell’Associazione Italia Liberty

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