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Nato nel 1955, lo storico negozio rischia di chiudere per sempre: "Qui c'è la nostra vita. Pronte ad aiutare chi vuole subentrare"

E’ la vicenda del negozio “della Doria”, il punto vendita di abbigliamento e intimo per uomo e donna, guidato da Patrizia Zoli e Barbara Benvenuti, che da quasi 70 anni serve centinaia di clienti abituali e tutt’oggi registra ottimi ricavi

L'atmosfera che si respira è quella del classico ambiente familiare. Non un semplice punto vendita "mordi e fuggi", dove dopo l'acquisto si ringrazia e ci si incammina verso la via d'uscita, ma dove scambiare una chiacchiera, argomentando del più e del meno, rappresenta il lato piacevole che accompagna l'acquisto. Un negozio storico, a tutti gli effetti, che ha alzato la saracinesca la prima volta nel 1955 e che ora rischia di abbassarsi per sempre per mancanza di un ricambio. E’ la vicenda del negozio “della Doria”, il punto vendita di abbigliamento e intimo per uomo e donna di via Ravegnana zona Ospedaletto, guidato da Patrizia Zoli e Barbara Benvenuti, che da quasi 70 anni serve centinaia di clienti abituali e tutt’oggi registra ottimi ricavi. 

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"Siamo entrambe in pensione, lavoriamo da oltre 40 anni ed è giunto anche per noi il momento del meritato riposo - spiegano Barbara e Patrizia -; abbiamo resistito finora perché ci piacerebbe lasciare l’attività, che sta andando benissimo, in mano a persone che possano proseguire sul solco tracciato. Al momento non si è fatto avanti nessuno, ma ci siamo date tempo fino a luglio. Dopodiché chiuderemo per sempre". E a perderci sarà tutto il quartiere, che nel negozio “della Doria” come è unanimemente conosciuto, trova da quasi sette decenni un punto di riferimento per tanti.

Patrizia Zoli e Barbara Benvenuti-3

Perché la Doria, che fondò l’attività nel lontano 1955 finanziandola con i proventi della vendita del corredo nuziale, non è mai stato solo un negozio; ma anche un luogo in cui scambiare qualche battuta, salutarsi, ritrovarsi.  "Qui le persone non vengono solo per comprare - confermano le esercenti, che hanno rilevato l’attività nel 1993, dopo averci lavorato a lungo in precedenza -, ma anche per trovare una relazione umana, vera, autentica che non si trova più nelle altre attività commerciali. E’ da sempre la forza di questo negozio; oggi, con l’avvento dei grandi centri commerciali e l’esplosione del commercio online, ormai è quasi un unicum”. 

E nonostante gli enormi sconvolgimenti che sono avvenuti negli ultimi anni per il mondo del commercio, dalla Doria la gente continua ad andare e comprare in modo massiccio. "Soddisfiamo le esigenze di ogni cliente - affermano le due socie e cugine - e cerchiamo in primo luogo di capirne il bisogno; senza cerca di rifilare cose che non gli serviranno. Se un capo non si trova in negozio, lo andiamo a cercare nei magazzini; se un prodotto si rivela non soddisfacente, lo sostituiamo. Da oltre 40 anni basiamo la nostra vita lavorativa sulla necessità delle persone che vengono qui. E ciò ci ha consentito di costruire un consolidato bacino di clienti, integrato dai passanti che quasi si sorprendono di trovare ancora un negozio come il nostro". 

Un negozio che ha alle spalle una tradizione importante e nelle fondamenta una grande passione delle due titolari. Patrizia è la figlia di Doria, di cui pochi giorni fa ha pianto la scomparsa alla bella età di 98 anni; ha visto il negozio crescere assieme a lei, stimolata anche dall’intraprendenza del padre Geo. Barbara, cugina di Patrizia, lavora qui dal 1978. Si fermò l’ultimo giorno delle Superiori e si mise a dare una mano nell’attesa che il padre arrivasse a prenderla da scuola. Da allora non ha più smesso. Patrizia e Barbara insieme sono subentrare alla Doria e al marito Geo nel 1993. 

“Qui dentro c’è la nostra vita – affermano Barbara e Patrizia, che nel 2009 hanno compiuto un rilevante investimento per ammodernare il negozio – da qui ha tratto origine molto di quello che abbiamo potuto costruire e fare con le nostre famiglie; questo luogo è per noi uno scrigno di ricordi, incontri, persone. Ci piacerebbe lasciarlo aperto, cederlo a qualcuno consapevole della storia che c’è alle spalle e anche del grande futuro che può avere davanti. Perché il lavoro c’è ed è tanto, ma servono forze fresche e intraprendenti per riuscire a cogliere questa opportunità”. 

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