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La tragedia di Sara e Beatrice, l'arrestata: "Colpo di sonno, ho bevuto dopo"

La 26enne ha spiegato che mentre stava percorrendo l'Adriatica ha accusato un colpo di sonno e di esser stata aiutata ad uscire dall'abitacolo dell'auto sulla quale viaggiava dall'amico che si trovava al suo fianco

Il giudice per le indagini preliminari Rita Chierici deciderà martedì sulla detenzione dell'ucraina di 26 anni, arrestata in seguito al terribile incidente costato la vita a Beatrice Casanova e Sara Valentini con l'accusa di omicidio colposo plurimo, aggravato dalla guida in stato d'ebbrezza. La donna, difesa dagli avvocati Emanuela Pagliarani e Francesco Tabanelli, è comparsa lunedì mattina per l'udienza di convalida dell'arresto.

Il pubblico ministero di turno, Fabio Di Vizio, aveva chiesto la convalida dell'arresto, con la custodia cautelare in carcere. La 26enne ha spiegato che mentre stava percorrendo l'Adriatica ha accusato un colpo di sonno e di esser stata aiutata ad uscire dall'abitacolo dell'auto sulla quale viaggiava dall'amico che si trovava al suo fianco. Dopodichè ha spiegato di essersi allontanata chiedendo un passaggio e di aver bevuto alcuni bicchieri di grappa per lo shock.

Questa sarebbe così la giustificazione della giovane circa il tasso alcolemico di 1,74 grammi per litro accertato dalla Polizia Stradale di Forlì durante i primi rilievi. L'avvocato Tabanelli ha chiesto gli arresti domiciliari. Nel frattempo sono stati effettuati gli esami tossicologici anche a S.C., il giovane che si trovava al volante della "Saxo" con le due vittime. I risultati si conosceranno tra una settimana.

Sulle affermazioni della 26enne, è intervenuto il presidente di Asaps, Giordano Biserni: "Ci verrebbe da dire che noi però non ce la beviamo. Intanto crediamo sia necessario andare ad individuare quel bar che alle 4 di notte somministra alcolici ad una ragazza sola e smarrita. Ma secondo la legge 29 luglio 2010 n.120 non è vietata la somministrazione di alcolici nei locali dopo le 3 di notte e per le 3 ore successive? L’incidente è avvenuto 3,45 quindi la ragazza sarà arrivata a Ravenna intorno alle 4,15".

"Ma probabilmente la ragazza che si è ricordata di alzare i tacchi dal luogo dell’incidente duplice mortale, non si ricorderà certamente in quale bar è entrata per bere i “provvidenziali” alcolici - continua Biserni -. Ci auguriamo che la ragazza sia stata sottoposta anche ad esame per accertare se aveva assunto droghe. Vorremmo vedere più pattuglie di notte sulle strade, vorremmo vedere più etilometri in funzione: buonasera patente, libretto e soffio. Le pattuglia della Stradale della Polizia Locale e dei Carabinieri sono gli unici artificieri capaci di disinnescare le mine vaganti nella notte sulle strade in particolare quelle della riviera".

"Quando lo fanno e lo fanno bene, in molti rimangono indifferenti, anzi alcuni protestano: così si ammazzano i locali e ristoranti, in molti ricorrono alle scuse più banali: ho appena sorseggiato un bicchiere di vino, ho usato il colluttorio, ho ingerito medicinali che danno valore alcolemico - conclude Biserni -. Poi ogni tanto una mina, sfuggita agli artificieri, esplode sulle nostre strade e ci richiama alla cruda e dura realtà, quella di due ragazze come Beatrice e Sara e quella delle loro famiglie sconvolte".
 

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