Federconsumatori, crescono i tesserati: recuperati ben 240mila euro nel 2019

E' stato un anno denso di attività e protagonismo per l'associazione - conferma il presidente Milad Jubran Basir -. Abbiamo registrato 4.500 presenze tra gli uffici di Forlì e di Cesena

Un 2019 importante per Federconsumatori Forlì-Cesena. "E' stato un anno denso di attività e protagonismo per l'associazione - conferma il presidente Milad Jubran Basir -. Abbiamo registrato 4.500 presenze tra gli uffici di Forlì e di Cesena, con tanti cittadini che si sono presentati agli sportelli per rivendicare i propri diritti". L'anno appena concluso ha visto un incremento dei tesserati, dai 1155 del 2018 ai 1380 del 2019. Ma balza all'occhio la crescita di 756 tesserati dal 2014: "In questi quattro anni la nostra associazione si è consolidata nel territorio sia a Forlì che a Cesena - commenta soddisfatto Basir -. Oltre ad avere aumentato il livello di rappresentanza, siamo diventati un punto di riferimento anche per le varie Istituzioni del territorio". 

Nel 2019 Federconsumatori ha elaborato 1240 pratiche di reclami-vertenze, di cui 702 per il territorio di Forlì e 538 per quello di Cesena: 550 per le telecomunicazioni; 436 per i servizi finanziari; 46 per i beni di consumo, elettrodomestici, auto e arredo; 84 per energia elettrica, gas e acqua; 52 per la pubblica amministrazione; 13 per i servizi relativi al tempo libero e servizi generali; dieci per i servizi di trasporto; quattro in ambito sanitario; due per quanto concerne l'istruzione; e 43 per altri settori. "I 436 pratiche di servizi finanziari riguardante la questione della Cassa di Risparmio di Cesena, in merito a questa vertenza che coinvolge oltre 13.000 cittadini della nostra Provincia", chiarisce Basir.

Rimborsi/Storni ed Indinizzi

Sono state conciliate nel settore delle telefonia  290 pratiche, grazie alle quali gli utenti hanno recuperato un totale di 116.198.,83 euro, in media 400,68  euro per ogni pratica. Inoltre sono stati risolti 690 reclami-contenziosi (dei quali 411 relativi alla vertenza Cassa di Risparmio di Cesena) che hanno portato nelle tasche dei cittadini 70mila euro per un totale 240mila euro euro. Si tratta, spiega Basir, di "un dato molto importante per la nostra realtà e per i cittadini in un momento come questo caratterizzato da un una  crisi economica forte e da un  alto tasso di disoccupazione". 

Diamanti 

Federconsumatori ha affrontato anche la questione diamanti: sono stati rimborsati 60mila euro alle famiglie che hanno investito in diamanti. "Abbiamo seguito circa 40 famiglie di cui 20 hanno accettato la conciliazione grazie all'accordo fatto da Federconsumatori Nazionale che prevedeva il rimborso del 62% del capitale investito più la restituzione delle pietre", chiarisce Basir. 

Mercatone Uno 

"Il Curatore fallimentare ha comunicato ai clienti e creditori che i prodotti già acquistati e pagati non verranno consegnati, una doccia fredda per per i circa 20.000 famiglie al livello Nazionale di cui circa 40 famiglie nella nostra provincia - afferma Basir -. L'unica strada possibile è quella dell'insinuazione al passivo con il rischio non solo di non ottenere nulla, ma di pagare anche le spese legali. Al livello Nazionale la nostra associazione ha chiesto un incontro al ministero dell'Economia e dello Sviluppo per cercare di tutelare al meglio i diritti dei cittadini coinvolti". 

Alea-Rifiuti 

Capitolo rifiuti: "Siamo stati promotori di tre incontri con la Direzione congiuntamente con lo Spi – Cgil durante i quali abbiamo sollevato vari questioni tra cui quello di realizzare un tavolo Paritetico per affrontare e risolvere le controversia attraverso la conciliazione stragiudiziali tra noi e Alea Ambiente, ma purtroppo non abbiamo ancora dato vita al suddetto tavolo e quindi sollecitiamo la direzione in tale senso". 

Telefonia

Federconsumatori si è occupata anche della fatturazione a 28 giorni messa n atto da tutte le compagnie telefoniche attive sul territorio italiano. "E' una pratica commerciale sleale -sostiene Basir -. A partire dal  giugno 2017 i vari operatori hanno arbitrariamente deciso di modificare i criteri di fatturazione considerando gli importi dei canoni/abbonamenti non più validi per 30 giorni ma per 28, di fatto questa procedura portava ad emettere mediamente una fattura in più all’anno portando le mensilità dalle 12 regolari a 13".

"Da tempo Federconsumatori ha fatto una battaglia perchè  questo metodo di fatturazione venisse considerato illegittimo e si è impegnata in modo concreto sostenendo fin da subito che i rimborsi dovessero avvenire in modo automatico e non, come vorrebbero le compagnie telefoniche, dietro richiesta - chiosa -. Gli operatori si sono sempre opposti all’automatismo dei rimborsi andando avanti fino all’ultimo grado di giudizio. Il 12 luglio anche il Consiglio di Stato ha avvallato la tesi sostenuta da Federconsumatori confermando per tre gestori (per Tim non c’è ancora stata la decisione) l’obbligo di rimborsare automaticamente le somme ingiustamente percepite nel periodo del cambio di fatturazione. Gli unici cittadini/consumatori per i quali non sarà possibile avere il rimborso in modo automatico sono quelli che non sono più clienti dello stesso operatore e che hanno cessato il contratto di abbonamento; in questo caso non essendo più attiva una fatturazione sulla quale effettuare in automatico i rimborsi, sarà necessario inviarne esplicita richiesta".

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