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Estetisti chiusi in zona rossa, l'allarme: "Rischio concorrenza sleale e abusivismo"

"In questo modo si penalizzano le imprese che applicano la normativa con la massima diligenza mettendo in campo tutte le misure previste per il contrasto della diffusione del virus", evidenzia Confartigianato

Confartigianato di Forlì interviene nuovamente a tutela del lavoro di acconciatori ed estetisti, chiedendo che non si verifichino più le condizioni previste dal Dpcm del 3 novembre, che ha escluso i centri estetici dalle attività di servizio alla persona consentite nelle zone "rosse". "La Confederazione è al lavoro affinché, nell’ambito dei prossimi provvedimenti governativi, non si ripeta lo stesso clamoroso errore, segnalato ripetutamente da Confartigianato e che purtroppo sta ancora facendo patire i propri effetti con la pesante penalizzazione subita dai centri estetici costretti alla chiusura nei tanti giorni rossi imposti durante le feste", annuncia il presidente dell’Associazione forlivese, Luca Morigi.

"Confartigianato ribadisce che il provvedimento, oltre a colpire economicamente le imprese, le espone alla concorrenza sleale da parte di chi esercita abusivamente la professione e può farsi beffe di ogni divieto - prosegue Morigi -. In  questo modo si penalizzano le imprese che applicano la normativa con la massima diligenza mettendo in campo tutte le misure previste per il contrasto della diffusione del virus, garantendo ai propri clienti le migliori garanzie di sicurezza. Così come è stata giustamente ritenuta essenziale l’attività di acconciatura, dovrebbe esserlo parimenti anche quella di cura del corpo, per questo Confartigianato ha chiesto di conoscere cosa abbia motivato la scelta di costringere alla chiusura le imprese dell’estetica".

"Un ulteriore, incomprensibile, vincolo è quello che attiene a tutte le attività del benessere che si sono viste privare della possibilità di ricevere clienti storici, solo perché residenti in comuni diversi - continua il presidente dell'associazione degli artigiani -. È noto che esista un rapporto di fiducia che lega l’utente al proprio acconciatore o estetista di riferimento; se riconosciuto come bisogno essenziale, deve essere rispettato il diritto del cliente di farsi fare il trattamento da chi preferisce".

Un’ultima importante sottolineatura riguarda la natura del servizio offerto "le imprese del settore benessere non sono esercizi commerciali e pertanto non sono soggette a chiusura, pur se operanti nell’ambito dei centri commerciali. È importante che questa eccezione venga mantenuta ed estesa anche a chi fa trattamenti estetici. Le nostre imprese operano attuando rigidi protocolli di sicurezza, stilati proprio per la tutela della salute di tutti, utenti e operatori e che hanno richiesto importanti investimenti da parte degli imprenditori; non penalizziamo chi lavora per errate interpretazioni o per incomprensibili discrepanze fra settori contigui".

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