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Sanità, aziende e lavoratori in rivolta. A rischio 440 dipendenti a Forlì

Formula Servizi si opporrà con tutte le forze, anche attraverso l'aiuto dei sindacati, al taglio di 600mila euro chiesto dall'Ausl di Forlì, per rispondere alle sforbiciate della spending review che richiede alla Regione e all'Ausl un taglio del 10% sulla spesa di forniture e servizi. Il messaggio della cooperativa perte con un appello del direttore generale Graziano Rinaldini

Formula Servizi si opporrà con tutte le forze, anche attraverso l'aiuto dei sindacati, al taglio di 600mila euro chiesto dall'Ausl di Forlì, per rispondere alle sforbiciate della spending review che richiede alla Regione e all’Ausl un taglio del 10% sulla spesa di forniture e servizi. Il messaggio della cooperativa perte con un appello del direttore generale Graziano Rinaldini: “Chiediamo alla politica forlivese, piuttosto che occuparsi di nomine, poltrone e fondazioni come in questi giorni accade, di difendere il lavoro e i servizi dei propri cittadini concretamente, rinegoziando con la Regione Emilia Romagna i tagli”.

E ancora: “Chiediamo ai parlamentari, ai consiglieri regionali e agli amministratori locali di interessarsi dei problemi veri e gravi delle persone, di salvaguardare il lavoro delle donne e i diritti dei più deboli. Speriamo che la difesa del lavoro diventi un patrimonio di concretezza della politica, altrimenti l’economia forlivese diventerà un problema serissimo”.

Rinaldini spiega che lunedì c'è stato un incontro con la direzione dell'Ausl di Forlì, ma nessun passo indietro. Ecco cosa succederà: “Un taglio di questa entità può portare alla riduzione di 30 unità lavorative, causando un un dramma per 30 famiglie. L’alternativa è che l’orario di lavoro di 200 persone occupate per 40 ore settimanali venga ridotto a 30 ore, con una retribuzione che passa da poco più di 900 euro mensili netti a 600 euro. Tra queste lavoratrici ci sono vedove, separate, ragazze madri, ragazzi disabili. Quasi un terzo delle lavoratrici a casa ha un marito disoccupato. Tagliare reddito a queste persone è da irresponsabili – ribadisce il direttore - Si presenta questo paradosso: da una parte si tagliano ore di lavoro e servizi, dall’altra la Regione dovrà erogare la cassa integrazione per 10 ore settimanali. Questo pesantissimo taglio
arriva dopo la decurtazione di 350mila euro nel 2010 e di 120mila euro nel 2012”. Queste donne hanno un'età media di 50 anni.

Ecco cosa cambierà per l'ospedale: con la riduzione di ore proposta sarà impossibile effettuare il ripasso pomeridiano delle pulizie nei reparti di degenza e nei bagni, pregiudicando la sicurezza dei pazienti. “Il nostro sistema di pulizie è basato su un principio fisico e non chimico che riesce in modo ecologico a controllare la carica batterica e le infezioni negli ambienti ospedalieri. - spiega Rinaldini - il sistema di pulizia utilizzato da Formula Servizi controlla le cariche batteriche con le microfibre che, strofinate fisicamente sulle superfici attivano una carica elettrostatica che allarga le maglie dei suoi tessuti attirando sporco e batteri. Poi le maglie si richiudono fino al momento del lavaggio in lavatrice dove cedono lo sporco. Risparmiamo così solo all’Ospedale Morgagni-Pierantoni 10 milioni di litri di acqua, 78mila litri di detergente e 4mila chilogrammi di plastica perché usiamo prodotti concentrati ecologici in cisterne da 200 litri. Dieci anni di ricerca per mettere a punto questo sistema verrebbero azzerati per tornare a metodi tradizionali con uso massiccio di acqua e prodotti chimici, contraddicendo le scelte di politica di sostenibilità della Regione Emilia Romagna e dello stesso Comune di Forlì”. In poche parole un finto risparmio.

Oltre alle 200 lavoratrici si sommano i 240 lavoratori precari dell’Ausl. “Parliamo di 440 lavoratori che avranno seri problemi – conclude Rinaldini - Noi non accettiamo questa macelleria sociale e metteremo in atto tutte le azioni possibili per difendere i nostri soci-lavoratori e il loro reddito. Riteniamo sbagliata la penalizzazione che si sta attuando all’eccellenza rappresentata dall’Ospedale di Forlì che grazie all’altissima qualità dei suoi professionisti e di tutto il personale che vi opera, ai modelli organizzativi ed informatici, richiama cittadini dell’area vasta e persone da altre regioni d’Italia. In questi anni l’Ausl di Forlì è stata penalizzata con le tariffe pagate dalle altre aziende da cui provenivano i pazienti, per fermare la migrazione verso Forlì. Ma le persone giustamente scelgono dove si trovano meglio e i medici che li devono curare. Anche l’eccellenza va tutelata e non livellata al ribasso abbassando la qualità”.

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