Sabato, 16 Ottobre 2021
Economia

Stabili le imprese attive in provincia, in crescita l'immobiliare: il focus della Camera di commercio

“I dati raccolti riportano, anche per le nostre realtà territoriali, segnali non negativi in termini di numerosità delle imprese, si tratta, però, di dati che devono essere contestualizzati"

In aumento il numero delle iscrizioni di nuove imprese, il numero delle localizzazioni e delle imprese attive; in calo le cancellazioni. Stabilità per le imprese del settore Commercio; in crescita quelle delle Attività immobiliari e delle Costruzioni; in flessione i settori Agricoltura, Manifatturiero, Alloggio e ristorazione e i Servizi alla persona. Crescono alcuni comparti del terziario (attività professionali, servizi di supporto alle imprese, Ict). I dati Infocamere-Movimprese per il primo trimestre del 2021, relativi al sistema imprenditoriale della Romagna (Forlì-Cesena e Rimini), confermano anche l’elevata e diffusa imprenditorialità rispetto al livello regionale e ancor più a quello nazionale.

“I dati raccolti riportano, anche per le nostre realtà territoriali, segnali non negativi in termini di numerosità delle imprese, si tratta, però, di dati che devono essere contestualizzati all’interno della straordinarietà della situazione attuale - commenta Alberto Zambianchi, presidente della Camera di commercio della Romagna -. Il prolungato rallentamento delle attività economiche ha infatti alterato la movimentazione anagrafica: le cancellazioni sono diminuite, mentre le iscrizioni sono rimaste costanti. Tale dinamica, rilevata anche su altri territori, mostra chiaramente che sta emergendo un atteggiamento "riflessivo" da parte di molti imprenditori. Seppure si registrano grandi difficoltà, prevalgono il desiderio e la forza di resistere, nella speranza che al più presto si manifesti la ripresa. Occorre poi ricordare anche che la demografia è da considerarsi una “variabile lenta”, perché ad un progetto di impresa corrisponde quasi sempre, oltre che a una forma di auto impiego, anche un progetto di realizzazione personale, e cioè, di vita. Pertanto, per un imprenditore, chiudere la propria impresa significa molto di più che far finire un progetto economico".

"Va, inoltre, evidenziato che anche gli interventi di tutela e di incentivo di livello nazionale, per quanto giunti in ritardo e per quanto di modesta entità, hanno contribuito al mantenimento della base imprenditoriale - continua -. Aggiungo che questo stato di cose è in gran parte connesso alla capacità di resilienza dei nostri imprenditori ed parimenti connesso alle aspettative di miglioramento della situazione complessiva, miglioramento favorito anche dall’arrivo dell’estate e dal progredire delle vaccinazioni. La Camera di commercio della Romagna è al lavoro, insieme alle altre Istituzioni e alle Associazioni di Categoria, per dare risposte concrete e tempestive alle richieste del mondo imprenditoriale e per riavviare la crescita economica dei nostri territori, anche attraverso i progetti e le ingenti risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”.

Sistema imprenditoriale: focus provinciale Forlì-Cesena

Alla data in esame (31/03/2021), in provincia di Forlì-Cesena si contano 41.598 imprese registrate, delle quali 36.307 attive. Al 31 marzo le localizzazioni registrate (sedi e unità locali) sono 50.475 delle quali 44.890 attive (in aumento dello 0,4% rispetto al 31 marzo 2020). L’imprenditorialità in provincia è particolarmente diffusa: 92 imprese attive ogni 1.000 abitanti (89 imprese a livello regionale e 86 a livello nazionale). Nel primo trimestre del 2021 si sono verificate 658 iscrizioni (+0,3%) e 750 cancellazioni (-21,1%) (al netto di quelle d’ufficio), per un saldo negativo di 92 unità (nel primo trimestre del 2020 fu pari a -294 unità). il tasso di crescita trimestrale delle imprese registrate risulta pertanto pari a -0,22%, peggiore del dato regionale (-0,13) e nazionale (+0,08%).

Nel confronto con il primo trimestre del 2020, si riscontra una stabilità delle imprese attive (+0,1%), in linea con il trend regionale (+0,2%), mentre a livello nazionale si apprezza una crescita (+0,9%). La dinamica delle imprese attive presenta alcune differenze a livello delle principali aggregazioni territoriali: comprensorio di Cesena (+0,4%), comprensorio di Forlì (-0,2%); Comune di Cesena (+0,1%), Comune di Forlì (+0,2%), Comuni marittimi (+0,8%), Area del Basso Rubicone (+0,5%), Vallate (-0,5%), Aree montane (+0,6%).

Con riferimento ai principali settori economici si ritrovano, nell’ordine, il Commercio (21,6% sul totale) con una flessione dello 0,5% delle imprese attive rispetto al primo trimestre 2020, l’Agricoltura (incidenza 17,4%, -0,8% la dinamica), le Costruzioni (incidenza del 15,3%, +0,8%), il Manifatturiero (incidenza pari al 9,5%, -1,1%) e le Attività di alloggio e ristorazione (7,5% del totale, -0,3%).

In crescita le Attività professionali, scientifiche e tecniche (incidenza del 3,6%, variazione del +3,5%), le Attività immobiliari (+3,0%), che costituiscono il 6,5% del totale delle imprese attive e quelle di “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese” (incidenza del 2,7%, variazione del +4,4%); in flessione, invece, le imprese del settore “Altre attività di servizio” (incidenza del 4,9% sul totale, -2,6% la dinamica) che comprendono i servizi alla persona come acconciatori e centri estetici e “Trasporto e magazzinaggio” (3,5% l’incidenza, -3,0% la variazione).

Per quanto riguarda la natura giuridica, le imprese individuali sono maggioritarie (57,0% sul totale) e in flessione dello 0,5%, seguite dalle società di persone (21,2% l’incidenza) in flessione dello 0,9%. Le società di capitale (19,1% del totale delle imprese attive) sono, invece, in aumento (+3,4%), analogamente altri territori di riferimento (Emilia-Romagna e Italia). Al 31 marzo le imprese artigiane attive sono 11.723 (il 32,3% del totale), in calo dello 0,6% rispetto al medesimo periodo del 2020.

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