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Venerdì sciopero generale: "9 mila persone colpite dalla cassa integrazione"

"C'è bisogno di una scossa, non si può stabilizzare ciò che c'è ora", questo il grido dei segretari di Cgil, Cisl e Uil, Paride Amanti, Filippo Pieri e Luigi Foschi

“C'è bisogno di una scossa, non si può stabilizzare ciò che c'è ora”, questo il grido dei segretari di Cgil, Cisl e Uil, Paride Amanti, Filippo Pieri e Luigi Foschi, in vista dello sciopero nazionale unitario, di venerdì. I dati sulla cassa integrazione sono preoccupanti: prima dell'inizio della crisi, nei primi 9 mesi del 2008, le ora totali a Forlì erano 501mila. Nello stesso periodo del 2013 sono arrivate a 8 milioni 158mila. Le persone interessate sono oltre 9mila nel territorio forlivese. Le ore di cassa sono cresciute, da settembre 2012 a settembre 2013, del 36,8%.

A ottobre la Cassa integrazione ordinaria cala del 15%, mentre al straordinaria aumenta del 40% e quella in deroga del 67%. L'appuntamento dei sindacati per venerdì a Forlì è alle 9.30, con il concentramento in piazza Schiavonia, corteo in corso Garibaldi, conclusioni in piazza Ordelaffi di fronte alla Prefettura, dove parleranno un dirigente provinciale a nome di Cgil Cisl Uil, e il segretario generale di Cgil Emilia Romagna, Vincenzo Colla. Lo sciopero è proclamato per 4 ore.

Amanti e Foschi, analizzando i dati affermano: “Questo significa  che noi sul territorio abbiamo gestito oltre 8 milioni di ore di cassa, con tutti gli accordi sindacali che hanno consentito di ridurre il danno, e permesso di non arrivare al dramma vero e proprio. Facciamo un quadro del territorio: ogni giorno ci sono aziende che chiudono, possiamo parlare di un vero e proprio deserto industriale che sta arrivando. Basti citare la Bartoletti e l'Aics”.

“Inoltre  - proseguono i segretari – il centro storico che, con le attività commerciali, assorbiva i lavoratori dell'artigianato, è sempre più in crisi, con vetrine che abbassano la saracinesca. Nell'agricoltura c'è un elevato numero di donne che fatica ad arrivare alle 51 giornate annue, non percependo così l'indennità di disoccupazione agricola. La disoccupazione ha raggiunto le 2 cifre, quella giovanile è al 30%. Poi ci sono la chiusura dell'aeroporto, la crisi del polo nautico, con la Ferretti in testa e la situazione Electrolux, su cui chiediamo l'intervento del Governo per fare cambiare idea all'azienda”

“Il tema principale resta quello dell'equità. - concludono - Sul territorio chiediamo di rilanciare il fondo a sostegno dell'occupazione”.

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