Sfilata in intimo contro i pregiudizi: in Piazza Duomo a Milano anche la forlivese Giulia Gambini

"Anche io ero tra di loro, portando con me la bandiera della nevralgia trigeminale", spiega Giulia

Sfilare in intimo contro i pregiudizi. C'era anche la forlivese Giulia Gambini alla Body Positive Catwalk, il flash mob organizzato sabato scorso a Milano dalla modella curvy Laura Brioschi e dal suo compagno Paolo Patria allo scopo di unire uomini e donne di diversa forma fisica, età, etnia, orientamento sessuale, eventuali deficit e qualsiasi caratteristica per abbattere pregiudizi, combattere il bullismo e ricordarci proprio attraverso le caratteristiche di ognuno di noi che siamo tutti, semplicemente, esseri umani. Sono oltre 300 le persone che hanno risposto all'appello da tutto il mondo, sfilando in intimo in Piazza del Duomo.

"Anche io ero tra di loro, portando con me la bandiera della nevralgia trigeminale - spiega Giulia -. Si tratta di una patologia cronica di cui soffro da alcuni anni, che vorrei rendere più nota, poiché ancora oggi viene mal diagnosticata e, di conseguenza, non curata a dovere. In passato questa patologia era conosciuta come la "malattia del suicida", poiché le cause che la scatenano sono molteplici ed estremamente diverse da un soggetto all’altro e i dolori da essa causati portavano le persone e porre fine alla propria esistenza".

La forlivese, classe 1988, racconta la sua esperienza: "Nel 2017, i medici hanno scoperto che tre denti del giudizio erano cresciuti all’interno del mio cranio, uno dei quali, con le sue radici abnormi, stava letteralmente tranciando il nervo trigemino all’interno della mia mandibola. A seguito di un’intervento chirurgico estremamente delicato e pericoloso, ho visto la mia vita migliorare decisamente e quelle scariche elettriche che la malattia mi provocava al cervello diminuire drasticamente. Ad oggi la mia vita è cambiata ed è migliorata, consentendomi nelle giornate no di arginare il dolore grazie all’assunzione di alcuni farmaci".

Giulia spiega il significativo della Body Positive Catwalk: "Ci insegna che è molto facile giudicare una persona dalla sua immagine. In un mondo dove bisogna essere sempre migliori di qualcun altro, trovo che invece ci sia il bisogno di non confrontarsi con l’altro, ma di supportarci, soprattutto le donne con e insieme per le altre donne".

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