Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca

Quando la burocrazia si fa assurda: convocato il Consiglio Comunale solo per "salvare" due bagni da 2 mq l'uno

Il Consiglio comunale lunedì prossimo si dovrà riunire con un solo punto all'ordine del giorno da deliberare: dare l'ok a due cittadini del centro storico per poter conservare i loro due bagni

Il Consiglio comunale lunedì prossimo si dovrà riunire, convocato in seduta ordinaria, con un solo punto all'ordine del giorno da deliberare: dare l'ok a due cittadini del centro storico per poter conservare i loro due bagni, uno di appena due metri quadri e uno perfino più piccolo (1,9 mq). Ben 32 consiglieri comunali, con relativo gettone di presenza, la giunta, il personale comunale, la corrente elettrica del salone etc – con una spesa di alcune migliaia di euro – per le pratiche di due piccoli bagni in cui ci sta a malapena una persona in piedi e il wc. 

Ovviamente la surreale convocazione del Consiglio comunale un motivo tecnico ce l'ha e affonda nel male atavico italiano della burocrazia, che spesso si rifugia in termini complessi, in questo caso la parola è “superfetazioni”. Il Rue, il Regolamento urbanistico ed edilizio del Comune di Forlì, infatti, prevede che piccole aggiunte che sono state realizzate nei decenni negli edifici del centro storico siano da demolire nel momento in cui sia necessaria la loro ristrutturazione, mentre si può intervenire liberamente per la manutenzione ordinaria e straordinaria. 

Finché ci sono, in sostanza, possono rimanere, ma nel momento in cui serve un grosso intervento edilizio per ristrutturare queste “superfetazioni” il proprietario è costretto a demolirle, a meno che non vada a chiedere al Comune una deroga, dimostrando che quel bagno è "organico" e "ben collegato" alla casa e quindi necessario. Ed è proprio quello che hanno fatto i due cittadini per salvare il loro bagno di servizio, in viale Salinatore e in via Andrelini. D'altra parte non è inusuale che nei vecchi edifici del centro si sia intervenuti nei decenni passati per realizzare un bagno che originariamente non c'era e che si sia preso magari un pezzetto di giardino o di cortile posteriore per realizzarlo.

Essendo una “deroga” ad un regolamento generale di natura edilizia chi è chiamato a esprimersi è, per legge, il Consiglio comunale, con relativa macchina burocratica. Il testo della delibera sui due wc è l'unico iscritto all'ordine del giorno della prossima seduta, per cui di fatto il Consiglio è stato convocato lunedì prossimo solo per esprimersi su due bagni per un totale di neanche 4 metri quadri. Insomma, la classica “assurdità a norma di legge”. La delibera è stata discussa anche in commissione consigliare oggi pomeriggio (anch'essa, va da sé, appositamente convocata per i due bagni controversi).

A rilevare l'assurdità è stato il consigliere di Italia Viva Massimo Marchi: “Rimango esterrefatto dal fatto che viene convocata una commissione per discutere una delibera, che poi sarà passata pure in Consiglio, con carta e costi di progetti che avrà sostenuto il privato, così come con costi di amministrazione, tra cui il gettone di presenza che ci viene pagato a noi consiglieri, il tutto per due bagni di due metri quadrati l'uno. Questa è burocrazia su burocrazia, poi aivoglia a parlare di alluvione...”.

Presente in commissione anche il vicesindaco con delega all'Urbanistica Daniele Mezzacapo: “Il consigliere Marchi ha ragione, ci sono dei costi per tutto questo. Ma è la norma, siamo obbligati a fare un passaggio di Consiglio comunale per chiudere queste pratiche urbanistiche. Nel nuovo Pug (Piano urbanistico generale, ndr) le stiamo riclassificando tutte, quelle poche rimaste in urgenza”. Per cui in futuro non dovrebbe più essere necessario questo passaggio burocratico. E poi rassicura Mezzacapo: “Non parliamo in ogni caso di abusi edilizi”. La responsabile della delibera, anch'ella presente in commissione consigliare, ha inoltre ricordato che la delibera sulle deroghe alle demolizioni delle “superfetazioni” in centro storico è ricorrente, ogni volta che si mettono assieme le domande: “In passato ne abbiamo approvate anche 14-15 assieme”.

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