Economia

Area commerciale Ospedaletto Est, i commercianti: "Aperta in silenzio alle grandi strutture con la variante al commercio del 2017"

Continua l'azione di contrasto delle associazioni di categoria Confesercenti e Confcommercio contro la nuova, ed ennesima, area commerciale destinata alle medio-grandi superfici nella zona di Ospedaletto e Pieve Acquedotto

Continua l'azione di contrasto delle associazioni di categoria Confesercenti e Confcommercio contro la nuova, ed ennesima, area commerciale destinata alle medio-grandi superfici nella zona di Ospedaletto e Pieve Acquedotto. Se infatti è ormai definitivamente autorizzata la maxi-area tra casello dell'A14 e centro commerciale 'Puntadiferro', con 7 grandi edifici commerciali da realizzare da parte di Cia-Conad, Alberto Zattini e Giancarlo Corzani – direttori di Confcommercio e Confesercenti – cercano di sventare l'ok ad una nuova area commerciale nella stessa zona tra  le vie Ravegnana e Zampeschi, l'area denominata 'Ospedaletto Est', che appartiene all'Istituto di Sostentamento del Clero, istituto religioso presieduto da Gianluca Bagnara e Lamberto Donatini rispettivamente presidente e vicepresidente.

L'istituto ha spiegato che la previsione commerciale dell'area esiste fin dal 2007 e che niente è cambiato da allora, da quando appunto è stata acquistata l'area da Sapro "con il fine di aiutare la società pubblica in un momento di grande difficoltà", come è stato spiegato nelle interviste. Contestano le associazioni dei commercianti: “In base a quale valutazione economica sborsarono milioni di euro nel 2007 per un'area destinata, per il terziario, ad ospitare solo esercizi di vicinato (fino a 250 mq di superficie di vendita) è un mistero che andrebbe svelato. Quanto al fatto che il progetto dal 2007 ad oggi non sarebbe sostanzialmente cambiato, invitiamo i due responsabili a parlare a ragion veduta”.

Per Corzani e Zattini, infatti, “solo con l'approvazione della variante al POC del dicembre 2017 compare per la prima volta nella scheda dell'area Ospedaletto Est l'uso per medie strutture di vendita, ammesso limitatamente ad una dotazione complessiva non superiore a 5.000 mq di superficie di vendita. Il settore merceologico alimentare/misto è stato ammesso limitatamente alla classe dimensionale medio-piccola". Insomma un cambio di superficie commerciale e – per i commercianti - “tutto ciò per effetto di un'osservazione alla variante di POC, esattamente la n. 6 presentata il 10/03/2017, ed avente come richiedente l'Amministratore della Società Parcheggio Regnoli srl, ed il legale rappresentante dell'Istituto Diocesano Sostenimento del Clero di Forlì-Bertinoro Romano Baccarini. L'osservazione richiedeva l'attribuzione di idoneità per insediamento di medie strutture di vendita, possibile per comparti urbanistici in cui i PUA non fossero ancora stati approvati e fossero a prevalente destinazione terziaria (senza presenza di residenza). La valutazione della commissione esaminatrice (composta dal dirigente del Servizio Urbanistica del Comune di Forlì e da membri esperti da lui stesso nominati)  fu di accogliere l'osservazione”. Fino a tale data, spiegano Zattini e Corzani  fino a quel momento non era ammissibile insediare qui medio-grandi strutture di vendita. Venne per altro prescritta la sistemazione con rotatoria dell'innesto della viabilità interna sulla via Ravegnana.

Contestano i rappresentanti delle associazioni dei commercianti: “Solo con l'approvazione nella seduta del 19 dicembre 2017 del Consiglio Comunale, la nuova attribuzione all'area divenne fattuale e, per quanto ci riguarda, conosciuta, poiché il percorso dell'osservazione fu del tutto interno all'Amministrazione, sconosciuto alle associazioni. A questo punto vorremmo davvero conoscere, per la prima volta, quale progetto originario del 2007 ha convinto i vertici dell'Istituto a pagare profumatamente a SAPRO il terreno adiacente alla loro proprietà, destinato allora ad esercizi di vicinato, e come si potesse preveder la localizzazione di medie superfici, ottenuta solo a partire dal 2017, attraverso un PUA ancora oggi in fase di esame da parte degli Enti interessati.
Una proposta di PUA, per altro, del tutto deficitaria sul piano dell'analisi e delle soluzioni correlate all'accessibilità ed alla congestione di traffico in grado di generare e sulla quale siamo in attesa di verificare quale posizione assumeranno i tecnici comunali ed i componenti della Giunta chiamati a deliberare”.

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