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Bar e ristoranti chiusi, Confcommercio e Confesercenti incontrano il prefetto: "Sofferenza giunta al limite"

Ascom Confcommercio e Confesercenti hanno chiesto ed ottenuto un incontro urgente col prefetto Antonio Corona per rappresentare le preoccupazioni degli operatori del settore

Da nord a sud protestano gli esercenti di bar e ristoranti per la situazione di stallo che si è venuta a creare a seguito delle disposizioni anti-covid, con orari ristretti e penalizzanti, obblighi e divieti. Ascom Confcommercio e Confesercenti hanno chiesto ed ottenuto un incontro urgente col prefetto Antonio Corona per rappresentare le preoccupazioni degli operatori del settore. "Le notizie di questi giorni ed i preannunci sui contenuti del prossimo Dpcm hanno determinato in tutte le categorie del commercio ed in particolare nel settore dei pubblici esercizi un innalzamento del grado di sofferenza giunto ormai al limite - affermano in una nota congiunta Confcommercio e Confesercenti Forlì -. In particolare la reazione dei titolari di pubblici esercizi è andata crescendo fino a prospettare di rifiutare il rispetto delle disposizioni in materia di aperture e di chiusure".

Ascom e Confesercenti rimarcano di essere "impegnate a trovare con il Governo nazionale e regionale soluzioni utili a consentire alle imprese di restare aperte nel pieno rispetto di standard di sicurezza già concordati, ma pur anche rettificabili, purché una volta sanciti consentano di operare con certezza e continuità, a fronte di crescenti segni di tensione nelle categorie". Da qui l'incontro con Corona.

Rendicontano le associazioni di categoria: "Il prefetto, nel farsi carico appieno delle preoccupazioni espresse dai rappresentanti delle associazioni del commercio e dei pubblici esercizi, si è impegnato a riferire all’Amministrazione centrale la reiterata disponibilità delle associazioni nel voler entrare nel merito dei protocolli in grado di garantire alle imprese rappresentate di poter esercitare la propria attività nel rispetto degli standard di sicurezza previsti in tutti gli altri ambienti di lavoro e di frequentazione già consentiti nel Paese, al fine di poter garantire alle imprese di sopravvivere fino a vincere la terribile guerra al Covid 19".

Il prefetto, "nel dichiararsi impegnato a garantire la più serena ancorché difficile gestione di questa difficilissima congiuntura sociale ed economica", ha altresì ribadito la chiara volontà "di non voler consentire azioni di protesta che si configurino come illecite". L’incontro si è concluso con l’impegno di rivedersi non appena si saranno delineati i contenuti del prossimo Dpcm, "al fine di valutarne gli effetti su categorie già così provate, in un contesto in cui il ruolo principale lo gioca un fattore ancora non sotto controllo, cioè il virus Covid-19".

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