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Lunedì, 23 Maggio 2022
Lavoro

Cassa integrazione, la pandemia continua a pesare: mai così male dal 2008 dopo la crisi del 2020

E' quanto emerge dai dati dell'Osservatorio sulle ore autorizzate di cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga) e di assegni dei Fondi di solidarietà relativi al mese di dicembre e all'intero 2021

Nel 2021 sono 10.292.104 le ore di cassa integrazione autorizzate nella provincia di Forlì-Cesena, un dato più che dimezzato rispetto alle 22.422.483 ore del 2020 (54,1%), ma ancora lontanissimo dai livelli del 2019. E' quanto emerge dai dati dell'Osservatorio sulle ore autorizzate di cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga) e di assegni dei Fondi di solidarietà relativi al mese di dicembre e all'intero 2021 pubblicati dall'Inps e che consentono di fare un primo bilancio degli effetti dell'emergenza generata dal Covid-19 sul mercato del lavoro italiano e dell'Emilia-Romagna.

In sintesi, l’Osservatorio Inps quantifica il ricorso complessivo nel 2021 in Emilia-Romagna a 134 milioni di ore (Cigo, Cigs e Cigd) a cui si aggiungono oltre 77 milioni di ore di assegni dei Fondi di Solidarietà, per un totale di circa 211 milioni di ore autorizzate. A livello nazionale, parliamo di 1 miliardo e 790 milioni di ore autorizzate di Cigo-Cigs-Cigd e oltre 1 miliardo di ore autorizzate dai fondi di solidarietà. In Emilia-Romagna le ore autorizzate di Cigo-Cigs-Cigd (134 mln) sono, dopo il drammatico 2020 (294,7 mln), il dato più alto dal 2008 (inizio crisi economica) ad oggi.

A questi dati vanno sommati il settore dell'artigianato e i lavoratori somministrati (non erogati dall’Inps ma dai fondi di solidarietà bilaterali): parliamo in Emilia-Romagna di 60.824 lavoratori coinvolti nel settore dell'artigianato (per ben 15.098 accordi conclusi) e oltre 20.000 lavoratori somministrati coinvolti negli accordi che abbiamo finora sottoscritto (5.413) per accedere agli ammortizzatori sociali. "I dati rilasciati dall'Inps sono molto utili a comprendere quello che è accaduto nel 2021 - commenta la Cgil Emilia Romagna -. Dopo un anno drammatico come è stato il 2020, il 2021 ha rappresentato il tentativo di agganciare la ripresa economica, ma anche in Emilia-Romagna le conseguenze dell'emergenza Covid-19 hanno continuato a pesare sia dal punto di vista sanitario che da quello sociale ed economico. Guardando ai dati, c'è una prima osservazione da fare: rispetto al 2020 l'utilizzo degli ammortizzatori sociali è sostanzialmente dimezzato (211 mln di ore contro le 417 mln del 2020), ma rimane il dato più alto dal 2008 ad oggi (inizio crisi economica) e lontanissimo dai dati del 2019 (19,4 mln di ore autorizzate)".

"Osserviamo inoltre che la evidente ripresa nei settori manifatturieri è testimoniata dal robusto calo nell'utilizzo della Cigo, mentre diminuisce molto più lentamente l'utilizzo della Cassa in Deroga e del Fis, ovvero degli strumenti a disposizione delle imprese dei settori (commercio, turismo, ristorazione, cultura, spettacolo e moda) ancora maggiormente esposti alle conseguenze della pandemia - viene fotografato -. Dal primo gennaio sono scaduti tutti gli ammortizzatori straordinari Covid-19 ed è entrata in vigore la riforma degli ammortizzatori: non ci sarà più la Cassa in Deroga Covid-19 per questi settori e dovranno utilizzare gli ammortizzatori ordinari. È in grado il sistema di assorbire queste trasformazioni così importanti in una fase in cui la diffusione del contagio è così pressante? Per questo, come organizzazioni sindacali riteniamo necessario che il Governo si assuma la responsabilità di dare risposte a questa fase dell'emergenza, rifinanziando la copertura della malattia in caso di quarantena e mettendo in campo la proroga degli ammortizzatori straordinari Covid-19 per i lavoratori e le lavoratrici che operano nei settori maggiormente in sofferenza".

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