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Autonomia della Romagna, Ragni (FI): "Un sì convinto per superare il gap infrastrutturale con l'Emilia"

Così Fabrizio Ragni, coordinatore comunale di Forza Italia a Forlì, sabato mattina nel corso dei lavori della XXII assemblea annuale del Mar-Movimento per la Autonomia della Romagna

“Romagna regione? Sì o no? Il mio è un sì convinto, senza condizioni. Un parere che difendo da sempre, da decenni, e non da oggi. Romagna provincia unica, città metropolitana o sub regione sono soltanto formule politiche, gettate come fumo negli occhi da chi non vuole modificare lo status quo. In questa battaglia sono con voi e continuerò ad esserlo anche al di là della contingenza elettorale, che magari potrebbe spingere qualcuno a cavalcare la proposta, salvo poi lasciarla cadere ad urne chiuse”. Così Fabrizio Ragni, coordinatore comunale di Forza Italia a Forlì, sabato mattina nel corso dei lavori della XXII assemblea annuale del Mar-Movimento per la Autonomia della Romagna.

Un’assise presieduta da Riccardo Chiesa, presidente, Giovanni Poggiali, vicepresidente, e Samuele Albonetti, coordinatore regionale del Mar, e aperta a tutti i cittadini ed anche ai candidati politici, dove si sono tirate anche le somme per verificare chi è favorevole a dotare di pieni poteri la Romagna attraverso una scheda distribuita ai presenti sulla quale esprimere democraticamente un parere. “Ho compilato questa scheda e il mio messaggio è stato chiaro: sì alla Regione Romagna. E per centrare l’obiettivo, vista l’ostilità al progetto di chi governa la Regione Emilia-Romagna a trazione bolognese, Emilia centrica e a guida Pd, incominciamo a far approvare la legge presentata  dal Mar che definisce chiaramente il limite storico, geografico e culturale fra Romagna ed Emilia. Affinché si possano meglio tutelare le eccellenze ed i prodotti tipici del nostro territorio. Ma si sappia che questa proposta ha già visto il parere contrario del candidato e presidente uscente Bonaccini. Si sappia che il centrosinistra è contrario all’autonomia legislativa della nostra amata Romagna - insiste Ragni - Relativamente alla “questione romagnola”, ovvero l’opportunità di creare la regione Romagna, la maggior parte delle forze politiche e dei candidati alle Regionali ad oggi non si è espressa. Anche il non volersi pronunciare sul tema, in realtà, è una forma di negazione del problema, una scappatoia per evitare il confronto e per evitare di doversi esprimere. Mentre la “questione romagnola” rimane sul tappeto con tutta la sua gravità: l’E45 è un vergognoso cantiere aperto, il porto di Ravenna alle prese con la questione dei fondali inadeguati, l’aeroporto di Rimini limitato a pochi voli settimanali, le infrastrutture carenti, la sanità di area vasta penalizzata   le attività economiche (agricoltura, turismo, industria e terziario) che continuano ad essere penalizzate. Dunque, contro il silenzio complice su questo scenario, diciamo: sì a maggiori poteri e risorse per la Romagna, sì alla Romagna Regione".

E’ intervenuta, tra gli altri, anche Vanda Burnacci, candidata consigliere regionale nella lista di Forza Italia, collegio di Forlì-Cesena: “Ho raccolto il testimone di Ragni che inizialmente aveva accolto la richiesta di candidatura. Proseguo il suo discorso e inserirò le vostre proposte – dice Burnacci rivolta alla dirigenza del Mar – nel programma regionale del partito. Il mio impegno sarà quello di raccordarmi con voi. Non soltanto adesso, ma – in caso di elezione – per tutta la legislatura. Continuerò a raccordarmi con voi. Lavoreremo insieme,  tenendoci per mano. All’insegna del mandato lasciatoci da Servadei  e Cappelli (il deputato socialista Stefano Servadei fondatore del Mar, e Lorenzo Cappelli, ex senatore, ex sindaco di Sarsina e presidente del Mar, entrambi scomparsi, ndr). Noi e voi. All’insegna del: fare. Per ottenere un futuro migliore per la nostra terra. Una terra, la Romagna,  ricca di storia, di ideali, di grandi scommesse vinte, di grandi aziende conosciute in tutto il mondo”. E l’elenco fornito da Vanda  Burnacci è lungo: “da Aldo Spallicci ai tanti forlivesi e cesenati che hanno fornito un contributo straordinario al nostro territorio. Scriverò un elenco di questi illustri nostri conterranei che hanno reso unica la Romagna. E per la Romagna c’è sempre il nostro impegno a fare di più, studiare i problemi, capirne le realtà e le esigenze, interpretando anche il cambiamento, che passerà attraverso un cambiamento anche politico, un ricambio in Regione. La storia insegna, ed anche la mia storia personale lo dimostra, che alcune battaglie ritenute impossibili si possono vincere, alcune scommesse, alcune idee straordinarie,  diventano realtà. Si pensi soltanto alla creazione dell'Università in Romagna quando ero presidente della Provincia, per non parlare della nascita dell'Isaers, con i corsi di laurea in Ingegneria Aerospaziale".

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