Commissione affidi, il centro-sinistra: "La conclusione conferma che era solo una strumentalizzazione di Bibbiano"

La commissione affidi voluta dalla maggioranza di centro-destra tra i primi atti della nuova amministrazione, sulla scia dei fatti di Bibbiano, per il centro-sinistra alla fine ha partorito un nulla di fatto.

La commissione affidi voluta dalla maggioranza di centro-destra tra i primi atti della nuova amministrazione, sulla scia dei fatti di Bibbiano, per il centro-sinistra alla fine ha partorito un nulla di fatto. La commissione avrebbe dovuto vagliare supposti casi di malagestione nelle attività dei Servizi sociali per quanto attiene ai minori. Sulla questione hanno organizzato una conferenza stampa i gruppi consigliari del Partito Democratico e di “Forlì & Co”, la civica di Giorgio Calderoni.

Commenta il capogruppo di 'Forlì & Co' Federico Morgagni: “Durante la seduta del Consiglio comunale di lunedì 13 luglio, quasi cinque mesi dopo la scadenza del mandato concesso alla Commissione sugli affidi, la Presidente Tassinari ha presentato la sue conclusioni. Quella fornita è una relazione totalmente personale, in quanto non è mai stata sottoposta al confronto in seno alla Commissione. A circa un anno dalla decisione della maggioranza di istituire tale organismo, la relazione rappresenta la degna conclusione di una triste vicenda: un ulteriore atto di parte, che ha escluso le minoranze del Consiglio e la Commissione medesima dal fornire il proprio contributo sul lavoro finale, per discutere il quale non è stata organizzata alcuna seduta, salvo inviare sommariamente per email il documento a pochi giorni dal Consiglio comunale in cui si voleva trattarlo”.

 

Quindi la critica nel merito: “Le conclusioni della relazione manifestano una prima macroscopica mancanza. Dopo aver scritto nelle premesse che la Commissione affidi è nata per vagliare dieci segnalazioni di presunte irregolarità sull'operato dei Servizi sociali del Comune di Forlì -vicende sulle quali, giova ricordarlo, esisteva già un pronunciamento della magistratura- nelle conclusioni la Presidente “si dimentica” di dar conto delle risultanze dell'analisi e di comunicare alla città che ciò che è emersa è l'assoluta correttezza, professionalità e bravura degli operatori e delle operatrici. 
Il resto delle conclusioni non fa altro che riprendere pedissequamente le sollecitazioni di carattere generale contenute nella relazione conclusiva della Commissione di indagine sugli affidi istituita dalla Regione Emilia Romagna, relazione che la Lega, il Partito della presidente Tassinari, ha seccamente respinto e sulla quale ha votato contro. Essendo copiate da una relazione scritta per l'intera Regione, le proposte delle conclusioni sono assolutamente generali e generiche, buone per qualsiasi realtà e prive di ogni riferimento ad esigenze o bisogni concreti del nostro territorio”.

Attacca Morgagni: “L'unica proposta autonoma della Presidente è contenuta nell'ultimo punto delle conclusioni. In paradossale contrasto con il fatto che durante il dibattito consiliare sull'argomento gli esponenti della Lega si sono allineati alle unanimi lodi sull'operato di quei Servizi che pochi mesi fa mettevano pubblicamente in discussione-e di ciò farebbero bene a scusarsi-, la Presidente della Commissione ha proposto l'istituzione di una figura professionale con competenze psico-giuridiche, con il compito di “visionare” il lavoro e gli atti procedurali degli operatori. Come a dire: “riconosco e ammetto (a malincuore?) che avete operato correttamente, ma continuo a non fidarmi e quindi metto un sorvegliante che vi controlli”. E' evidente che la proposta é inaccettabile, perché significherebbe continuare a delegittimare l'operato dei Servizi, che invece dopo tanti mesi di “gogna” meriterebbero solo il pubblico apprezzamento. La figura di un “guardiano” mortifica il ruolo e la professionalità degli operatori, oltre ad essere discutibile giuridicamente, visto che la responsabilità di valutare le singole vicende spetta ai dirigenti del Comune e al Tribunale dei minori. Irricevibile è anche il giudizio negativo, sempre contenuto nella relazione della Presidente, sul comportamento delle opposizioni. Il consigliere Calderoni ha dato conto delle sforzo del nostro gruppo per fornire un contributo utile e positivo pur all'interno di un organismo sulla cui istituzione e funzionamento abbiamo espresso molti dubbi e perplessità”.  


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Ed infine “Nella sostanza si conferma che la Commissione affidi è stata voluta e portata avanti dalla Lega, e subita passivamente dal resto della maggioranza, al fine di strumentalizzare anche a Forlì il cd Caso Bibbiano, alla caccia di voti per le elezioni regionali. Non si può che censurare un metodo di lavoro improntato sulla propaganda politica e sul tentativo di mettere in cattiva luce chi si impegna quotidianamente a svolgere al meglio la propria delicata attività per il bene della nostra collettività”.

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