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Lunedì, 15 Agosto 2022
Politica

Elezioni, le interviste di ForliToday ai candidati. Monaldi: "Una moneta locale per abolire le banche"

Paola Monaldi è scesa in campo per il 'Movimento idea sociale'. L'avvocato penalista, 50 anni, che corse anche anche elezioni del 2009, risponde alle domande sui temi più caldi per la città

Continuano le interviste di Forlitoday ai candidati a sindaco. Tutte le informazioni sugli 11 nomi tra i quali i cittadini dovranno scegliere il 25 maggio prossimo, alle elezioni amministrative, sono all'interno del nostro SPECIALE. Paola Monaldi è scesa in campo per il 'Movimento idea sociale'. L'avvocato penalista, 50 anni, che corse anche anche elezioni del 2009, risponde alle domande sui temi più caldi per la città.


LO SPECIALE DI FORLITODAY: NOMI, LISTE, PROGRAMMI ED INTERVISTE
 

Come mai ha deciso di candidarsi a sindaco di Forlì?
Ritengo che l’impegno politico in questo disperato periodo storico sia fondamentale, solo se basato su idee  innovative che possano giovare alla collettività. Abbiamo la capacità e soprattutto le idee per operare nel sociale e ribaltare la situazione politica ed economica, sia a livello nazionale, che locale, per questo ho deciso di battermi in questo senso

Quale risultato si aspetta dalla prima tornata elettorale?
Mi aspetto che i cittadini capiscano le nostre proposte, che sono le uniche veramente innovative a Forlì. In particolare vorrei che si rendessero conto che non è più possibile fare riferimento a quelle formazioni politiche che fino ad oggi ci hanno preso in giro, vendendoci alle banche ed agli strozzini legalizzati ed arricchendosi alle spalle della sofferenza e del disagio  inferto alle classi deboli. Tutti i politici  che ci hanno portato sull’orlo di questo disastro sociale devono, nella migliore delle ipotesi, tornare a casa. Ma tutti, nessuno escluso. Non mi dispiacerebbe che prima, però, provassero un po’ di lavori forzati. I cittadini devono capire che è inutile aspettare aiuti dall’alto, ed è necessario agire per se stessi ,in prima persona. Per questo, premesso il fatto che riteniamo fondamentale uscire dall’Europa delle banche e dei finanzieri e ritornare a stampare la nostra moneta, poiché solo la sovranità monetaria ci potrà aiutare ad uscire da questa crisi, abbiamo proposto la creazione di una banca sociale affinchè possa esistere quella liquidità di denaro che serve per rilanciare la città di Forlì. Noi abbiamo la filosofia del fare e non ci interessano le parole o le vane promesse, siamo, difatti, coloro che hanno permesso ai cittadini forlivesi di poter firmare al fine di approvare il referendum per l’abolizione dell’Euro. Speriamo che vogliano combattere insieme a noi. Questo ci aspettiamo.

Qualora diventasse sindaco, quale sarebbe la prima azione da mettere in campo?
Cominciare da Forlì a riappropriarci della nostra sovranità-libertà economica, scavalcando le banche, che non servono più a nulla, se non ad estorcere denaro con interessi altissimi, creando la nostra  banca di credito sociale.  Da qui in avanti si può fare qualsiasi cosa, poiché liberi dai vincoli della legge di stabilità, si potrà veramente pensare a rilanciare la nostra città. Così potrà essere introdotta una moneta locale con natura giuridica di proprietà popolare, che potrà essere accreditata attraverso il codice del reddito ai residenti italiani, al fine di incentivare e favorire la creazione di lavoro e consentire alla famiglie italiane in difficoltà un tenore di vita dignitoso. Tutti i servizi, compreso Equitalia (se di servizio in tal senso si può attualmente parlare), devono essere municipalizzati poiché devono fornire tutto ciò che serve alla cittadinanza, senza ingiustificati  intermediari che lucrano sopra. Un rapporto diretto, a livello economico, in questo senso gioverebbe anche all’amministrazione comunale. Inoltre, è necessario un pronto soccorso pediatrico, così come è necessario rivoluzionare il Pronto Soccorso di Forlì, onde ovviare alle interminabili ed ingiustificate ore di attesa che i pazienti devono subire. Basterebbe organizzarlo meglio. Non si capisce perché Forlì non debba avere un aeroporto funzionante ed attivo. Se possono coesistere tre aeroporti in Veneto, possono coesistere anche in Emilia Romagna, poiché i numeri lo giustificano. Metterei mano anche al canile di Forlì, poiché non si capisce come mai le associazioni siano escluse dalla sua gestione. Chi meglio di chi si è sempre adoperato per 'i pelosi' potrebbe gestirlo? In questo senso dobbiamo seguire l’esempio di Cesena. Inoltre ritengo anche sarebbe giusto che chi adotta un cane dal canile, possa usufruire gratuitamente di tutte quelle cure di cui 'il peloso' avrebbe avuto diritto se fosse rimasto privo di adozione. In tal senso si potrebbe costituire presso la struttura del canile una clinica veterinaria pubblica con l’ausilio di tutti i veterinari disponibili e sempre la compartecipazione delle associazioni

Centro storico: come rivitalizzarlo? Come risolvere il problema dei parcheggi?
Il centro storico e la sua vitalità, come del resto anche la periferia, dipendono dalla possibilità, in seno all’amministrazione comunale, di sviluppare un discorso dinamico -lavorativo per risanare l’economia forlivese dalla crisi che sta vivendo. La soluzione è sempre quella di creare una propria banca sociale che possa dare impulso alle attività che ora stanno languendo. Forlì, in centro, sembra una città dell’Est Europa prima della caduta del muro di Berlino. I cittadini, non sono delusi, ma, peggio ancora, sono rassegnati ed invece noi vogliamo ridare loro la voglia di reagire e di combattere. E’ allora necessario creare un fondo di garanzia per gli affitti e trovare un’intesa sull’entità degli stessi tra le varie categorie. Naturalmente si dovranno privilegiare quelle attività che esaltino i prodotti italiani nella loro eccellenza. Bisognerà, poi, stimolare la frequentazione del centro storico con manifestazioni continuate e durature nel tempo, a livello culturale, che abbraccino sia la sfera artistica che eno-gastronomica. Sarebbe bello chiamare a raccolta artisti di valore e, al di là delle mura dei Musei del S.Domenico, organizzare delle mostre itineranti nei siti più belli e significativi di Forlì. Sarebbe significativo, inoltre, organizzare un festival in onore di Caterina Sforza della durata di svariati giorni. Così,  la bellezza di Forlì potrà essere esaltata con la rievocazione anche storica del suo antico splendore al fine di renderlo attuale. Dovranno, naturalmente esserci alberghi diffusi per sopperire alla richiesta di ospitalità da parte dei visitatori. Così, nel più completo rispetto della architettura del centro storico e senza forzarne l’immagine, chi vorrà attrezzarsi per ospitare  i turisti, potrà farlo  senza particolari formalità. Dovranno esserci agevolazioni per quegli esercizi commerciali che abbelliranno il centro storico anche occupando il suolo pubblico e naturalmente i parcheggi dopo le 13 dovranno essere gratuiti. In ogni caso vanno riviste le salatissime tariffe orarie, che purtroppo contraddistinguono in negativo la nostra città. Bisogna anche ripensare tutto ciò che riguarda i trasporti a Forlì: le ultime modifiche alla tragitto dei bus sono state disastrose. Il fulcro della città non è quel misero centro commerciale, ma il nostro centro storico e l’interscambio degli autobus deve privilegiarlo ed avere sede in piazza Saffi

Ci sono state frizioni tra Comune e Regione negli anni passati, come affrontare la questione?
Vorrei poter dire che non capisco come mai Forlì si è sempre posta in modo debole ed insoddisfacente nei rapporti con la Regione, ma sono consapevole che la risposta sta nel fatto che l’amministrazione della nostra città è costituita dai servitori di Errani e del suo entourage. Così, grazie alla mancanza di consistenza e di coraggio di chi ci governa, abbiamo perso l’aeroporto e dobbiamo pure morire di tumore poiché hanno stabilito che l’inceneritore deve continuare a funzionare. Una soluzione ed un ovviare a tutto ciò sarebbe potuta essere la creazione di una Regione autonoma Romagna, che ci stacchi da quel cordone ombelicale con Bologna alla quale siamo asserviti non ricevendo nulla in cambio. In ogni caso, una vera amministrazione comunale avrebbe partecipato ai tavoli di consultazione imponendosi diversamente

A livello infrastrutturale questa amministrazione 'porta a casa' una parte importante della Tangeziale, quali sono i prossimi interventi da mettere in campo?
Tutti quegli interventi che possano aiutare Forlì a risollevarsi economicamente, ma senza spreco di denaro pubblico. Mi pare, difatti, che nella nuova tangenziale esista un ponte incompiuto perché il calcolo è sbagliato. La tangenziale dovrà essere finita, ma da tecnici competenti

Unione dei Comuni: come dare valore a questo traguardo? Servirà davvero a razionalizzare i servizi? In che modo? Ci sono dati che lo dimostrano?
L’Unione dei Comuni mi pare il solito modo per creare nuove poltrone. A questo punto potevano lasciare le Province, c’erano già. In ogni caso, dipenderà sempre tutto da come l’amministrazione comunale di Forlì intende porsi, in quanto, se è sempre stata debole nei confronti di Bologna, lo sarà anche nel rapporto tra Comuni. Solo un cambio radicale di amministrazione può determinarne il funzionamento ed in tal senso non esistono dati

Rifiuti: è stata avviata dall'amministrazione Balzani la società post incenerimento? Quali sono i primi passi da fare?
Non ci sono passi da fare se non quello di eliminare gli inceneritori, tutti, che siano pubblici o privati, e sostituirli con impianti a freddo. Ritengo che le persone si siano stufate di ammalarsi e morire di tumore

Disoccupazione e povertà: quali nuove azioni può mettere in campo il Comune per favorire l'inserimento lavorativo e aiutare le famiglie in difficoltà economica?
I servizi sociali (dicasi anche welfare) dovranno essere  rivolti principalmente al benessere dei cittadini italiani, poiché  l’altra base del nostro programma, oltre al recupero della proprietà popolare della moneta, è la preferenza all’italianità. Le forze politiche attuali hanno operato una sorta di razzismo nei confronti dei cittadini italiani fornendo privilegi di ogni tipo, specialmente economici, a chi italiano non è. Tutto ciò deve finire. E’ privo di ogni senso logico  pagare le tasse per mantenere gli extracomunitari, quando la maggior parte degli italiani non arriva a fine mese o addirittura non ha di che mangiare. E’ giusto aiutare chi ha bisogno, ma per primi devono essere considerati i cittadini italiani.

Sicurezza: di fronte ad un aumento del crimine i cittadini chiedono anche al Comune di impegnarsi attivamente. Cosa propone, che sia "fattibile" dal Comune?
E’ necessario sfruttare le risorse umane a disposizione e riqualificare professionalmente il corpo dei vigili urbani, sopperendo anche alla carenza di personale, come accade in città vicine come Ravenna. Sono contraria a qualsiasi iniziativa privata nel settore. L’amministrazione comunale deve saper garantire la sicurezza, se no è già fallita in partenza

E poi il lavoro: si stanno presentando numerose crisi industriali che rischiano di cambiare il volto produttivo di Forlì. Qual è la sua ricetta a riguardo?
Come ho già detto, tutto parte dalla riconquista della nostra sovranità-libertà economica
 

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