Elezioni, la proposta di Acri (Forza Italia): "Acqua da bere procapite gratuita ai cittadini"

A lanciare il caso è Raffaele Acri, componente del coordinamento comunale di Forza Italia e candidato nella lista degli azzurri

“Nella zona di Grisignano i residenti sono costretti a convivere da anni con l’acqua erogata dai rubinetti domestici che emana un odore cattivissimo e che impedisce ai cittadini  di usarla non soltanto da bere, ma pure per l’igiene personale, la stessa lascia infatti addirittura uno sgradevole odore sulla pelle. Riteniamo che si debba invece intervenire al più presto, anche con il coinvolgimento delle istituzioni preposte al controllo e all’erogazione del servizio idrico e della salubrità delle acque, ovvero Romagna Acque-Società delle Fonti e Comune di Forlì". A lanciare il caso è Raffaele Acri, componente del coordinamento comunale di Forza Italia e candidato nella lista degli azzurri  alle prossime elezioni amministrative del 26 maggio che ha incontrato il signor Mattia Di Leo, residente della zona.

"Il concessionario Hera a fronte delle tariffe salate propinate agli utenti non appare in condizioni di assicurare un servizio idrico almeno efficiente - aggiunge Acri -. E nel caso specifico speriamo di ricevere presto attestazioni dall’azienda e che ci assicuri lo svolgimento delle verifiche e delle analisi del caso".Il candidato di Forza Italia sottolinea che l’acqua a Forlì "per ragioni mai comprese è fra le più care d’Italia “pur avendo un bacino idrico a pochi chilometri come la diga di Ridracoli. Riteniamo equo invece, non soltanto portare la tariffa ad un costo inferiore, ma di valutare la nostra proposta di favorire la concessione gratuita  con quote procapite  dell’acqua potabile. C’è un indicatore che gli amministratori dovrebbero tenere in debito conto: i forlivesi per ridurre i costi del servizio idrico si approvvigionano   ai distributori siti al Parco urbano, in viale dell’Appennino o al Ronco. Noi pensiamo che si debba concedere un consumo d’acqua gratuita di almeno 4 litri al giorno, ovvero circa 500 litri per una famiglia di 4 persone, che significano circa 20 cicli di lavastoviglie o 10 di lavatrice".

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"La tassazione del bene primario, perché tale si deve considerare l’acqua, dovrebbe avvenire soltanto dopo questa  quantità assegnata per consumo alimentare - conclude Acri -. E questa offerta ridurrebbe i costi di trasporto per chi si rifornisce d’acqua fuori casa, produrrebbe un minore impatto ambientale e soprattutto una minore produzione della plastica delle bottiglie, e quindi il Comune attraverso Alea recupererebbe del tutto o in parte i mancati introiti".

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