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Fusione Ausl anche in Emilia. Bartolini presenta il progetto di legge

"I romagnoli non sono figli di un dio minore e hanno pari dignità rispetto agli emiliani. Ciò significa che la Romagna non può fare da cavia per la fusione delle Ausl"

“I romagnoli non sono figli di un dio minore e hanno pari dignità rispetto agli emiliani. Ciò significa che la Romagna non può fare da cavia per la fusione delle Ausl del suo territorio solo perché così piace al centro-sinistra. Se è vero, come sostiene la Giunta regionale, che si tratta di un’opportunità da non mancare, il processo di fusione deve valere per l’intero territorio dell’Emilia-Romagna. È per questo motivo che ho presentato il progetto di legge Riordino degli assetti istituzionali in materia sanitaria. Istituzione delle Aziende USL Bologna, Estense ed Emilia”. Lo comunica in una nota Luca Bartolini, consigliere regionale del gruppo Pdl.

“Tale progetto di legge è il naturale e, dal mio punto di vista, necessario completamento di quello della Giunta regionale che istituisce l’Ausl unica di Romagna. La mia proposta prevede l’istituzione dell’Azienda Unità Sanitaria Locale ‘Bologna’, che opera nell’ambito territoriale dei Comuni attualmente inclusi nelle Aziende Unità sanitarie locali di Bologna e Imola; l’istituzione dell’Azienda Unità Sanitaria Locale ‘Estense’, che opera nell’ambito territoriale dei Comuni attualmente inclusi nelle Aziende Unità sanitarie locali di Modena e Ferrara; l’istituzione dell’Azienda Unità Sanitaria Locale ‘Emilia’, che opera nell’ambito territoriale dei Comuni attualmente inclusi nelle Aziende Unità sanitarie locali di Piacenza, Parma e Reggio Emilia”, spiega Bartolini.

“La realizzazione delle Aziende uniche sanitarie Bologna, Estense ed Emilia estende anche oltre il territorio della Romagna l’obiettivo di potenziare la qualità, l’omogeneità e l’appropriatezza dei servizi di tutela della salute nell’interesse delle persone e della collettività. Accanto all’istituzione delle macro aziende sanitarie, il mio progetto di legge prevede la costituzione di macro Conferenze territoriali Sociali e Sanitarie che, in rappresentanza della pluralità dei territori, senza mortificare le diverse aree e garantendo adeguate forme di rappresentanza democratica, ne detengano le funzioni di indirizzo, programmazione e vigilanza secondo il sistema disciplinato a livello dell’intera Emilia-Romagna. La fusione delle Ausl, infine, estesa anche al territorio dell’Emilia consente a tutta la regione di mantenere i servizi alla persona secondo gli attuali standard qualitativi e quantitativi e consente una riduzione degli apparati burocratici amministrativi perfettamente rispondente alla contrazione delle risorse messe a disposizione del Servizio sanitario regionale”, chiude il consigliere.

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