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Il vicesindaco : "Ricostruiamo la politica partendo dal mondo cristiano"

“Può Forlì essere un laboratorio per far risorgere la politica?”, se lo chiede il vicesindaco Giancarlo Biserna. “Parlo della necessità di costruire un fronte di persone che prima di tutto la smettano di urlare che la politica è marcia e poi comincino a pensare di non avere sempre ragione su tutto"

“Può Forlì essere un laboratorio per far risorgere la politica?”, se lo chiede il vicesindaco Giancarlo Biserna. “Parlo della necessità di costruire un fronte di persone che prima di tutto  la  smettano di urlare che  la politica è marcia e  poi comincino a pensare di non avere sempre ragione su tutto. Infine la chiudano con gli attacchi agli avversari non solo politici, pensando che anche loro possono avere, appunto, le loro ragioni. Oggi questo non è buonismo, ma è urgenza. Una urgenza che attraversa  in prima persona anche il mondo cristiano, che proprio in virtù del suo primo e vero codice, il Vangelo, deve mettersi in gioco ancora di più di quello che fa finora nel volontariato, nelle  parrocchie, nelle istituzioni”.

“Credo sia arrivata l'ora, - sostiene Biserna - non di fare politica tout court, ma di contribuire alla costruzione di un luogo, anche fisico, in cui incontrarsi per discutere di tutto con l'impegno di sciacquare in esso "i panni in Arno". Cioè con l'impegno di  mettere i propri progetti, i propri comportamenti, gli eventi che succedono intorno a noi, le scelte in divenire,  sotto al lente di una  serie di principi inderogabili personali e collettivi.Si tratti di situazioni nazionali o locali non importa;  tutto,  in nome di una partecipazione di sostanza,  potrebbe essere confrontato in questo luogo”.

“Tempo fa scrissi con scarso successo ai Consiglieri Comunali che si sentivano cristiani di aprire questa possibilità di confronto nuovo e prepolitico. A loro,  non certo perchè se uno è cristiano è migliore di un altro. Anzi. A loro, e a me, perchè  questo "obbligo" di rispettare dei valori ce lo siamo preso sulla pelle e sotto la nostra responsabilità collettiva. Oggi penso sia arrivato il momento di andare oltre. Non si  riesce proprio  a  Forlì a partire,  in modo costante e sistematico, con questo luogo  aperto a tutti, ai cristiani ed ai non cristiani, alle persone che si intereressano di politica oppure no, alle persone che amano la loro città ed il loro paese come se stessi”.

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