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Mercoledì, 17 Agosto 2022
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Pensioni e blocco delle indicizzazioni, i sindacati dell'Ugl ricevuti dal Prefetto

L'Ugl ha chiesto alla prefettura di Forlì-Cesena di intercedere al Governo, sollecitandolo a rispettare integralmente la sentenza della Corte costituzionale

Venerdì mattina una delegazione dell'Ugl di Forlì-Cesena-Rimini composta da Emanuela Del Piccolo, Antonio Sorgente, Alberto Sansoni e Lauro Biondi è stata ricevuta dal prefetto di Forlì-Cesena, Erminia Rosa Cesari, discutendo della decisione della Corte costituzionale di “bocciare” il blocco della perequazione delle pensioni oltre tre volte il minimo Inps adottato dal governo Monti, attraverso la cosiddetta norma Fornero, contenuta nel ''Salva Italia'' per il 2012 e 3013.

“E' una norma incostituzionale. I pensionati italiani hanno subìto una discriminazione gravissima. Il blocco dell'indicizzazione delle pensioni bocciato dalla Consulta ha toccato una platea di 5,2 milioni di persone, ovvero coloro che beneficiano di un reddito da pensione superiore a 1.500 euro mensili lordi, secondo gli ultimi dati dell'Istat sulla previdenza. Si tratta di oltre il 36% del totale degli oltre 16,3 milioni di pensionati italiani", hanno detto Del Piccolo e Sorgente.

L'Ugl ha chiesto alla prefettura di Forlì-Cesena di intercedere al Governo, sollecitandolo a rispettare integralmente la sentenza della Corte costituzionale. E da parte sua il prefetto ha garantito che il documento stilato dal sindacato verrà trasmesso in giornata al governo Renzi. “Ci aspettiamo che il governo dia piena attuazione alla sentenza senza svantaggiare ulteriormente i pensionati dividendoli in cittadini di serie A o B. E sollecitiamo il governo a procedere celermente con la restituzione immediata dei soldi sottratti indebitamente dalla legge Fornero e dal governo Monti provvedendo ai rimborsi delle pensioni arretrate”, hanno ribadito i sindacalisti dell' Ugl Pensionati di Forlì-Cesena e Rimini, che hanno inoltre posto l'accento sulla gravità di un ulteriore blocco delle rivalutazioni pensionistiche, deciso nel 2014 dal governo Letta che potrebbe e dovrebbe essere a sua volta dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale.

“E' urgente , a nostro parere, ristabilire i criteri minimi di giustizia ed equità sociale che per intere categorie di cittadini – nel mondo pensionistico e non solo – non sono attualmente garantiti! Il blocco della perequazioni delle pensioni negli ultimi anni ha toccato anche le fasce di cittadini con una pensione minima e in Italia il 41,3% dei pensionati percepisce un reddito mensile sotto i 1.000 euro. E a sottolineare l'incongruità del quadro generale ricordiamo anche  che in Italia le tasse sulle pensioni erogate dall'Inps sono le più alte d’Europa. Questi dati da soli mostrano l’urgenza di agire sulle pensioni in essere recuperando la piena indicizzazione , diminuendo la tassazione ed elevando i livelli minimi di erogazione per riagganciare il potere d'acquisto delle pensioni al reale costo della vita”, hanno concluso Del Piccolo e Sorgente .

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