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Progetto bloccato, Popolo della Famiglia col Comune: "Era un'iniziativa gender"

"La costellazione di sinistra ripete come un mantra la formula magica di "parità di genere", traduzione italiana del termine gender"

"È sempre più evidente il motivo per il quale la sinistra a Forlì ha perso la guida della città, così come continua a perdere consenso dappertutto. Anziché occuparsi dei problemi e delle necessità reali del territorio e del Paese, si arrocca in posizioni ideologiche assolutamente lontane dalla gente,  credendole emergenze nazionali", è la presa di posizione del partito del Popolo della Famiglia, sulla scelta del Comune di bloccare un progetto di formazione contro la discriminazione sessuale.

"È informata tutta la costellazione di sinistra, che ripete come un mantra la formula magica di "parità di genere", traduzione italiana del termine "gender,"  che l'ideologo della teoria gender, il docente canadese Chrisopher Dummitt, ha recentemente fatto autocritica ammettendo di essersi inventato tutto con queste testuali parole :" Mi vergogno dei miei libri sugli studi di genere, avevo torto. Maschi e femmine non sono solo costrutti sociali" ? Perché sia chiaro, dietro i corsi altisonanti contro la discriminazione e per la parità di genere, si nasconde in realtà il tentativo di cancellare il dato naturale di mascolinità e di femminilità, per introdurre il concetto astratto di fluidità di genere sconfessato senza appello dalla biologia".

"E se veramente si vuole difendere la donna dalle discriminazioni che indubbiamente può subire, perché a Forlì nessuna voce da sinistra si è levata quando il Popolo della Famiglia ha denunciato la grave violazione della dignità femminile rappresenta dai cartelloni pubblicitari di un locale erotico, in cui la donna era rappresentata da una sua parte anatomica di dimensioni cubitali? Per la sinistra è forse offensivo solo chi riconosce alla donna la sua peculiare natura, anche di madre, e non chi la usa sfruttando il suo corpo come richiamo pubblicitario? È palesemente contrario alla Costituzione poi parlare di "famiglie",  perché l'unica famiglia riconosciuta dalla nostra Carta è quella "società naturale fondata sul matrimonio" contemplata dall'art. 29. Tutte le altre unioni rientrano nell'ambito dell'art. 2 sulle formazioni sociali, e nonostante il rispetto dovuto a tutti, non possono essere chiamate famiglia".

"L'unico paradigma familiare riconosciuto dal nostro ordinamento giuridico è la coppia uomo-donna, come ha ribadito la recente sentenza 221 del 2019 della Corte Costituzionale, negando l’accesso alla fecondazione eterologa alle coppie lesbiche proprio perché non rientrano in tale paradigma (art.5  comma1 L40). Per anni abbiamo subito una offensiva mediatica e culturale che obbligava a riferirsi alle “famiglie arcobaleno” come baluardo della cosiddetta “genitorialità intenzionale” da contrapporre alla ormai vetusta “genitorialità biologica”; la sentenza 221 della Corte Costituzionale chiude un percorso in termini inequivocabili.
Come nel caso della  recente polrmica sulla Legge 194, ancora una volta la sinistra forlivese dimostra di non conoscere la legge. Non è mai troppo tardi per tornare sui libri. Visti i minori impegni di governo della città, ci sarà tutto il tempo per farlo". 

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