Referendum, i piccoli partiti sul fronte del 'no': "Parlamento in mano ai big e più povero di idee"

"Intere aree politiche e intere aree geografiche (compresa la nostra Romagna) saranno penalizzate sul numero dei rappresentanti in parlamento"

“Questo taglio dei parlamentari è inutile. Senza che siano previste una più ampia riforma del funzionamento del sistema bicamerale ed una nuova legge elettorale il taglio aumenterà solo il disordine nella nostra democrazia.” Questa è la posizione espressa dai referenti locali di Volt Forlì Cesena (Francesco Marino), Azione Forlì (Umberto Orlati),  +Europa Cesena (Luca Pieri), Partito Repubblicano Italiano (Luigi Ascanio), in linea con la direzione espressa dalle rispettive basi e forze politiche nazionali. Questi gruppi politici hanno preso posizione sabato mattina a favore del 'No' al prossimo referendum costituzionale.

Spiegano in una nota: "Senza i presupposti di una riforma strutturale ed un criterio razionale, il taglio dei parlamentari, oltre a portare ad un risparmio microscopico nelle casse dello stato, determinerà un grave taglio della rappresentanza parlamentare: intere aree politiche e intere
aree geografiche (compresa la nostra Romagna) saranno penalizzate sul numero dei rappresentanti in parlamento. Il sì a questa riforma non porterebbe né vantaggio economico (il risparmio stimato è di circa un euro per cittadino all’anno), né maggiore qualità della nostra classe politica. Dall’altro lato si avrà un Parlamento in mano alle grandi forze politiche, quindi più blindato, elitario, più povero di idee, e molto più esposto a corruzione e ostruzionismo".

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Ed ancora: "Un Parlamento di questo genere è quanto di più distante dal nostro credo politico, da quello dei cittadini e degli attivisti che rappresentiamo e di sicuro non degno del nostro Paese. I nostri sforzi saranno congiunti per informare i cittadini, attraverso i mezzi di comunicazione ed iniziative in strada, sui limiti di questa riforma e sui rischi che si possono correre quando si usa il populismo per scardinare la rappresentanza democratica. Abbiamo cominciato a raccogliere liberi cittadini e forze civiche che vogliono contribuire a divulgare questo messaggio (per unirsi e sostenere questa campagna basta contattarci nei nostri canali locali) e lo faremo sentire fino al momento delle urne.
Il 20 e il 21 settembre al referendum costituzionale noi votiamo “No!“

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