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Sabato, 22 Gennaio 2022
Politica

Riforma del divorzio, via libera alla Camera per il nuovo assegno

L'assegno di divorzio, secondo le nuove norme, non sarà più legato solo al reddito, ma anche al patrimonio, all'età e alla condizione lavorativa del richiedente, e sarà cancellato in caso di nuovo matrimonio

Con 386 sì, 19 astensioni e nessun contrario, la Camera ha approvato la proposta di legge sull'assegno di divorzio presentata dalla deputata pd Alessia Morani. Oltre a M5s e Lega hanno votato a favore anche Pd, Forza Italia e Leu. Unici ad astenersi i deputati di FdI. Ora passa all'esame del Senato. L'assegno di divorzio, secondo le nuove norme, non sarà più legato solo al reddito, ma anche al patrimonio, all'età e alla condizione lavorativa del richiedente, e sarà cancellato in caso di nuovo matrimonio.

"Soddisfazione" è stata espressa dal sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone. "L’obiettivo - dice l'esponente del Carroccio - è quello di aggiornare e migliorare questa materia rispetto a una realtà sociale certamente mutata nel corso degli anni, - spiega Morrone – arrivando a un intervento normativo che superi la ‘visione patrimonialistica del matrimonio’ quale sistemazione definitiva. Non è infatti da ritenere più attuale il riferimento al tenore di vita goduto durante il matrimonio come parametro per la determinazione dell'assegno in esame".

"Le modifiche, che intervengono sull’articolo 5 della legge in materia di ‘divorzio’ (898/1970), stabiliscono che, con la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale possa disporre l'attribuzione di un assegno a favore di un coniuge tenuto conto di determinate circostanze - illustra Morrone -: la durata del matrimonio; le condizioni personali e economiche in cui i coniugi vengono a trovarsi dopo lo scioglimento del matrimonio;  l’età e lo stato di salute del soggetto richiedente; il contributo personale e economico dato da ciascun coniuge alla conduzione famigliare e alla formazione del patrimonio di ognuno o di quello comune; il patrimonio e il reddito netto di entrambi; la ridotta capacità reddituale dovuta a ragioni oggettive, anche in considerazione della mancanza di un'adeguata formazione professionale o di esperienza lavorativa, quale conseguenza dell'adempimento dei doveri coniugali nel corso della vita matrimoniale; l'impegno di cura di figli comuni minori, disabili o comunque non economicamente indipendenti".

"Un’altra novità riguarda la possibile temporaneità dell'attribuzione, in caso di difficoltà economiche transitorie - conclude Morrone -. Si stabilisce, inoltre, che l’assegno non è dovuto, non solo in caso di nuove nozze, ma anche in caso di unione civile con altra persona o di stabile convivenza del richiedente, anche non registrata".

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