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Unione dei comuni, i Repubblicani forlivesi sono d’accordo con l’uscita

"Noi repubblicani siamo sempre stati contrari all’Unione dei Comuni, in quanto è evidente che si tratta di una sovrastruttura, un ente fantomatico"

"Lunedì si affronterà in Consiglio Comunale a Forlì l’uscita dall’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese, uno dei pilastri del programma del sindaco Zattini. Le Unioni dei Comuni, cavallo di battaglia del PD, dovevano servire a migliorare i servizi e a ridurre i costi, nonché ad essere propedeutiche alla fusione tra comuni". E' quanto afferma la Consociazione del Partito Repubblicano di Forlì.

"Nel forlivese tale scelta ideologica è stata concretizzata nel 2014, alla “grande” creando “la più vasta e popolosa unione italiana”, con 1.262 kmq e 186.000 abitanti. Ma anche in questi numeri sta il problema: è ingestibile e nulla di quanto auspicato si è realizzato.
Noi repubblicani siamo sempre stati contrari all’Unione dei Comuni, in quanto è evidente che si tratta di una sovrastruttura, un ente fantomatico, che non migliora i servizi, ma crea solo disordine, burocrazia e costi aggiuntivi, e neppure ha ridotto il numero dei comuni è che invariato. Nè vanno dimenticati i disagi per i dipendenti, in particolare per la polizia locale, creati da tale gestione (ricordiamo ancora le modalità con la quale, in una notte, è avvenuto il passaggio all’unione dei Comuni!). Proporre ora l’uscita, approfittando della finestra temporale di Aprile prevista dallo statuto, con l’uscita definitiva a gennaio 2022, è una scelta responsabile. La difficoltà gestionale già evidente in tempi “normali” emerge in tutta la sua drammaticità nei momenti di crisi, quindi l’uscita, se verrà decisa, non avverrà nonostante l’emergenza, ma soprattutto per l’emergenza che stiamo vivendo".

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