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Nenad Vucinic

Nenad Vucinic

Fulgor, contro Jesi alla ricerca dell'identità perduta

Vucinic: “La squadra sta maturando; in settimana abbiamo fatto parecchi aggiustamenti tecnici che verificheremo domenica”

Come con Ostuni, ecco per Forlì un'altra prova di maturità, un'altra partita da vincere senza se né ma. Smaltite le tossine del derby con Imola – partita ripresa per i capelli poi gettata alle ortiche – domenica sulle tavole del PalaFiera arriverà la Fileni Jesi di coach Stefano Cioppi. Non una armada invencible modello Brindisi o Pistoia – sono sei-uomini-sei quelli che macinano grana grossa in casa marchigiana – ma una squadra con un'anima ben definita, un gioco chiaro e lineare poggiato tutto sulle triangolazioni tra i piccoli statunitensi McConnell, Hoover e il pivottone Maggioli.

Insomma, altra roba rispetto alla ben più amletica Forlì. “E' vero, ma in parte – chiosa il tecnico Nenad Vucinic –. A Imola, avessimo fatto quanto ripromesso, avremmo vinto e, Veroli a parte, non abbiamo mai perso per più di cinque punti, segno che il carattere c'è ed è forte. Il punto è che il team è in gran parte nuovo e giovane, abbiamo patito due infortuni in ruoli chiave e stiamo inserendo tre nuovi giocatori. Tutti elementi che impongono tempo, lavoro e pazienza. Chi ci critica sulla mancanza di tenuta mentale nell'arco dei 40' ha ragione ma stiamo crescendo anche sotto questo punto di vista”.

Note positive e venature d'ottimismo filtrano anche dalle parole del “sergente serbo”: “In settimana abbiamo fatto un gran lavoro, sistemando alcuni aspetti tecnico-tattici. Domenica con Jesi sarà il banco di prova. Ovviamente sono preoccupato perché la squadra ancora non rende al massimo e gli infortuni ci hanno destabilizzato ma resto fiducioso sul futuro e sulle nostre potenzialità”.

Potenzialità in crescita visto il progressivo inserimento di tre pedine come Trapani, Marino e Federico Lestini. “Federico Lestini – commenta il tecnico – non lo conoscevo. L'anno scorso fu ceduto per far spazio a Bobby Jones per cui non ebbi l'occasione di allenarlo. E' qui d una settimana appena e posso dire che s'impegna e ha una buona attitudine al lavoro. Come tutti fa cose buone e meno buone ma sicuramente potrà darci una mano, già domenica se starà bene”.

E' l'augurio un po' di tutti anche perché avere rotazioni allungate, specie contro un team con la rosa all'osso come Jesi non può che essere una carta in più. “La Fileni è indubbiamente una buona squadra – spiega il tecnico biancorosso. Come noi non ha un gran budget e 6-7 giocatori pronti per il campo; quelli che ha però sono davvero competitivi, come Hoover o Maggioli, forse l'unico centro dominante della categoria e un play giovane ma che gioca come avesse 34 anni come McConnell”.

 

 

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