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Martedì, 21 Maggio 2024
Cronaca

Architetto forlivese che insegna a Manchester vola alla prima Biennale di Architettura del Metaverso

"Ho aperto il mio studio da non molto tempo e già abbiamo avuto questa prestigiosa occasione. Poter occuparmi di architettura del futuro e di tutte le implicazioni virtuali mi stimola molto"

Trentadue anni e già all'attivo esperienze e incarichi avanzati. Nicolas Turchi, forlivese laureato in architettura all'Università di Bologna, sede Cesena, con master di due anni a Harvard, è uno dei pochi italiani che, con il suo studio "Ntar" a Manchester, è stato selezionato per partecipare alla prima Biennale di Architettura del Metaverso. Il Metaverso è una sorta di evoluzione di internet che mette insieme mondi virtuali e reali per realizzare progetti utili a aziende e utenti nei più svariati campi. E, infatti, in questa biennale non si camminerà fisicamente tra i vari padiglioni, ma si viaggerà virtualmente, tramite un proprio avatar dotato di microfono, grazie al quale si potrà dialogare con un vicino, intrattenere un discorso con un collega e soffermarsi più a lungo all'interno di un certo padiglione invece di un altro.

"Sono molto soddisfatto - spiega Nicolas Turchi, attualmente docente universitario alla Manchester School of Architecture e all'Università di Bologna, dove insegna architettura computazionale - perché ho aperto il mio studio da non molto tempo e già abbiamo avuto questa prestigiosa occasione. Poter occuparmi di architettura del futuro e di tutte le implicazioni virtuali mi stimola molto anche perché, come architetto, lavoro già lasciandomi ispirare anche ai film".

Nicolas Turchi torna spesso a Forlì perché insegna all'Università a Cesena ma soprattutto perché ha la sua famiglia. Prima di andare all'estero ha insegnato anche al Politecnico. Poi la decisione di trasferirsi a Londra e lavorare in uno studio di Architettura di Londra molto all'avanguardia. Ma qual è il segreto di una carriera così veloce e appagante? "Non so, studio molto, mi impegno - spiega Nicolas Turchi - e poi mi piace molto quello che faccio. A questo proposito mi è servito molto il master ad Harvard sia professionalmente che personalmente perché mi ha fatto capire cosa mi sarebbe piaciuto fare nella vita".

La prima edizione della Biennale di Architettura del Metaverso si intitola "Presenza del futuro" per richiamare il titolo della prima edizione della Biennale di Venezia che si intitolava "Presenza del passato". "Il nostro padiglione punta molto sulla distorsione delle forme, del tempo, si ispira ai frattali - spiega il giovane architetto - Si svolge su due piattaforme online dove ci si può incontrare e chiacchierare. Con i colleghi del mio studio abbiamo messo in mostra anche i nostri progetti più futuristi, ma del resto noi siamo conosciuti proprio per essere un po' provocatori e ispirati al cinema". Presente all'esposizione anche l'architetto italiano residente in Portogallo Leonardo Marchesi. 

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