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Alla scoperta della 'Forlì del duce': visita a viale della Libertà

Il viale è stato oggetto nella giornata di mercoledì di una visita guidata rivolta ad un gruppo specializzato di una trentina di geometri

Una volta era viale Benito Mussolini, poi dato che – come diceva lo stesso duce - “alle strade si danno i nomi dei morti”, il corso cambiò nome, ed è l'attuale viale della Libertà, più noto forse come viale della stazione. Il viale è stato oggetto nella giornata di mercoledì di una visita guidata rivolta ad un gruppo specializzato di una trentina di geometri. La visita si è inserita nell'ambito delle attività promozionali del progetto europeo "ATRIUM - Architetcture of Totalitarian Regimes of the XX Century in Urban Management" (Le Architetture dei Regimi Totalitari del XX secolo nella Gestione Urbana), di cui il Comune di Forlì è capofila a livello internazionale.

 

 

I geometri sono arrivati iin occasione della 15° edizione del Torneo Nazionale di calcio Geometri in corso a Cesenatico. Il Comune di Forlì in collaborazione con il Collegio dei Geometri della Provincia di Forlì-Cesena ha organizzato un percorso culturale lungo viale Della Libertà e Piazzale della Vittoria, condotto da Marino Mambelli, giornalista e ricercatore, che ha raccontato ai geometri la nascita e lo sviluppo dell’area simbolo della “nuova Forlì” voluta dal regime.

Il viale e le sue costruzioni furono realizzate tra il 1927 e il 1930 e doveva essere l'accesso privilegiato ed elegante alla città per chi arrivava in città con il treno, tramite la nuova stazione ferroviaria, realizzata all'epoca. Nel corso della visita è stato toccato anche il cantiere per il recupero dell'ex palazzo della Gil (Gioventù Italiana del Littorio), ex sede del cinema Odeon e attuale sede della polisportiva Edera. Due ali dell'edificio (l'abside a lato dell'ex cinema e il retro) erano abbandonate dall'immediato dopoguerra. L'edificio ospiterà il Museo della Ginnastica e un auditorium di oltre trecento posti (nella sala dell'ex Odeon). Il recupero di un'intera ala dell'ex Gil è ormai completato, in questa vi è anche la torretta con il famigerato 'giuramento del balilla'.

E' stato anche spiegato, ancora una volta, il motivo di un restauro del giuramento che di fatto consiste in un 'non restauro'. Nella prima versione del progetto, infatti, vi era l'intonacatura e la cancellazione totale di quel che rimaneva del giuramento. Poi, su impulso dell'allora assessore Gabriele Zelli, si è deciso di conservarne la traccia, l'impronta delle scritte, ma di non riposizionare le lettere marmoree, in quanto anche la loro rimozione fa parte della storia: furono distrutte a furor di popolo immediatamente dopo la caduta del regime fascista.

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