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Martedì, 16 Agosto 2022
Cronaca

Benedetta Bianchi Porro, 50 anni fa la morte: il programma per ricordarla

La mattina del 23 gennaio 1964, a Sirmione del Garda, moriva Benedetta Bianchi Porro. L'8 gennaio 2014, nel vescovado di Forlì è stato presentato il programma di iniziative tese a ricordare nel migliore dei modi la martire della sofferenza

La mattina del 23 gennaio 1964, a Sirmione del Garda, moriva Benedetta Bianchi Porro. L’8 gennaio 2014, nel vescovado di Forlì è stato presentato il programma di iniziative tese a ricordare nel migliore dei modi la martire della sofferenza innamorata di Dio. Dal ricco carnet delle celebrazioni della venerabile, a 50 anni dal “dies natalis”, spiccano un libro, un ciclo di incontri culturali-motivazionali e persino un cortometraggio. Coordinato dal giovane parroco di Trinità-Schiavonia don Enrico Casadei Garofani, il comitato incaricato di ricordare Benedetta ha rivelato che la giovane sarà rievocata nei tre luoghi terreni a lei più cari: Dovadola, Forlì e Sirmione del Garda.

IL CORTOMETRAGGIO. Si comincia sabato 11 gennaio, alle 10.30, al Centro culturale San Francesco di Forlì, con la presentazione del libro del vescovo emerito di Forlì-Bertinoro monsignor Vincenzo Zarri “Un canto di lode al Signore. Un Vangelo della croce, della luce, della gioia. Benedetta Bianchi Porro”, a cura dell’Associazione per Benedetta Bianchi Porro. Venerdì 24 gennaio, alle 21, presso la sala multimediale San Luigi, sarà proiettato in prima assoluta il cortometraggio “Oggi grazie. Un giorno con Benedetta Bianchi Porro” diretto da Franco Palmieri e curato dalla Consulta Diocesana per la Cultura. Il video sarà replicato sabato 25 gennaio, alle 15 e alle 16, nel teatro comunale di Dovadola.

Il set del documentario ( foto di scena VERTIGO CINEMA)

La chiesa di Forlì-Bertinoro inneggerà alla venerabile a cominciare da sabato 25 gennaio, alle 11, con la santa messa presieduta dal cardinale Angelo Comastri, arciprete della basilica papale di San Pietro in Vaticano, presidente della Fabbrica di San Pietro e vicario generale del Papa per la Città del Vaticano. Sempre a Dovadola, sabato 12 aprile si terrà la veglia di preghiera in occasione della Giornata mondiale dei giovani, domenica 11 maggio la giornata diocesana del malato e domenica 18 maggio quella delle famiglie.

Il primo appuntamento del ciclo di incontri culturali, dal titolo “In ricordo di Benedetta: fede, speranza, scienza ai confini della vita”, sarà venerdì 28 febbraio, alle 21, nella sala Santa Caterina di Forlì, con il dottor Pier Luigi Moressa, psichiatra e psicanalista, che tratterà il tema: “Alla fine dei giorni: la mente dell’uomo di fronte al dolore e alla speranza”. Giovedì 23 gennaio, don Alfeo Costa parroco di Dovadola, presiederà la veglia di preghiera e la santa messa nella Badia di Sant’Andrea

INIZIATIVE A SIRMIONE.. Alle 18 dello stesso giorno, a Sirmione del Garda, il vescovo di Verona monsignor Giuseppe Zenti presiederà la liturgia eucaristica in suffragio, per poi guidare la processione notturna dalla chiesa parrocchiale alla stanza della casa di Sirmione dove Benedetta morì. Tanto a Dovadola quanto nella cittadina lombarda sono attesi pellegrini da tutt’Italia.

ricco programma per i 50 anni dalla morte di Benedetta

LA VITA DI BENEDETTA. Benedetta Bianchi Porro nacque a Dovadola l’8 agosto 1936 da Guido ed Elsa Giammarchi. Nel novembre dello stesso anno venne colpita da poliomielite e progressivamente si manifestarono i sintomi della malattia che lei stessa, studente in medicina, diagnosticò nel 1956 e che la portò alla morte il 23 gennaio 1964, ad appena 28 anni. Dal 22 marzo 1969, le sue spoglie terrene giacciono nella Badia di Dovadola, meta incessante di devoti da tutto il mondo. L’iter diocesano della sua canonizzazione, partito ufficialmente l’8 dicembre 1973, è approdato, per ora, al riconoscimento di “venerabile”: merito del decreto di “virtù eroiche” emesso da papa Giovanni Paolo II nel 1993. In occasione del convegno ecclesiale di Verona del 2006, la Chiesa italiana ha indicato Benedetta tra i testimoni di speranza assieme ad altri due forlivesi, Annalena Tonelli e don Francesco Ricci.

IL PROCESSO DI BEATIFICAZIONE. Il vescovo di Forlì-Bertinoro monsignor Lino Pizzi ha annunciato la ripresa del processo di beatificazione di Benedetta, dopo alcuni anni di stallo. “Questa donna innamorata di Dio – dichiara il pastore d’anime forlivese – è un esempio altisonante per i giovani d’oggi che vogliano dare una risposta esauriente al mistero della sofferenza e della morte”. Benedetta Bianchi Porro va proposta ai giovani per la determinazione con cui ha saputo affrontare le difficoltà dell’esistenza. “Mia sorella – aggiunge Emanuela Bianchi Porro – ha scoperto di amare la vita proprio al culmine della sofferenza, la condizione terribile ma provvidenziale che gli ha consentito di incontrare Dio”.

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