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credit tm news infophoto (Mazza)

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Ingroia: "C'è una classe dirigente che preferisce convivere con la mafia"

Antonio Ingroia è arrivato in piazza a Bertinoro alle 21.30 accompagnato dalla scorta; lo hanno accolto il sindaco Zaccarelli e alcuni magistrati per congratularsi

Applausi per un magistrato al centro di un polverone mediatico nazionale che non disdegna l'invito di un'attivissima associazione locale: il Passatore. Antonio Ingroia è arrivato in piazza a Bertinoro alle 21.30 accompagnato dalla scorta; lo hanno accolto il sindaco Zaccarelli e alcuni magistrati per congratularsi. Sembra timido anche quando si mette in posa per i  fotografi. La presentazione del suo libro “Palermo. Gli splendori e le miserie, l’eroismo e la viltà”  è stato solo l'aggancio per un discorso molto più ampio.

Ha toccato la storia della mafia e delle stragi di mafia e del legame che la malavita avrebbe con gli apparati politici. “Sappiate che la mafia è più antica della stessa Italia”. E' la prima frase con cui Ingroia ha inchiodato alle sedie le centinaia di presenti. Ma prima di lasciare spazio al magistrato, c'è stata l'introduzione del sindaco Nevio Zaccarelli. Era emozionato nel ringraziare della visita il proprio ospite e ha fatto un collegamento al luogo in cui si trovava. “Ospitiamo questa iniziativa grazie al Passatore. Siamo in un luogo simbolico: Piazza della Libertà, vicino alla Colonna dell'ospitalità”. Poi applausi per il magistrato che è salito alla ribalta della cronaca per le inchieste sulla trattativa tra Stato e mafia.

Recentemente è stato preso di mira dalla stessa Associazione nazionale magistrati per non aver preso le distanze da quanto detto da Travaglio in sua presenza alla festa del Fatto Quotidiano. “Travaglio ha espresso critiche molto aspre nei confronti del capo dello stato, - ha spiegato il magistrato in piazza a Bertinoro - io personalmente spesso ho espresso il mio apprezzamento per il Capo dello Stato, sia come persona e sia per quello che rappresenta come punto di riferimento istituzionale nei momenti più gravi e pericolosi di attacco allo stato di diritto e alla Costituzione. Ma non potevo mettere le mani addosso a Travaglio mentre parlava. Io rispondo per le mie opinioni e non di quelle di Travaglio”.

Poi è stato affrontato il tema della mafia e della presunta trattativa con apparati statali. Ingroia ha fatto un escursus sulla storia della mafia, delle bombe, degli omicidi eccellenti e poi ha parlato di un ciclo in cui "alla primavera non fa seguito l'estate ma l'inverno".
“C'è una politica di contenimento della costante mafiosa. - ha detto - La magistratura è supportata in momenti di emergenza e riesce a ridimensionare il fenomeno. E' successo negli anni '80 e negli anni '90. Si contiene la mafia ma poi quando la magistratura persiste nell'azione contro i colletti bianchi, politici ed istituzioni viene accolta con insofferenza ed è stata presa di mira da una campagna di stampa mirata contro i magistrati”.

“Una crociata – aggiunge - contro i pentiti che parlavano di cose indicibili cioè del rapporto tra mafia e politica, mafia e istituzioni. Questo è un ciclo che si ripete; ci sono momenti tragici con fatti di sangue che scatenano reazioni e sono il primo passo per andare fino in fondo se c'è volontà. Ma è un ciclo di cui non ci siamo liberati”. Perchè? “C'è una classe dirigente che preferisce convivere con la mafia anziché combatterla”. Applausi.

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