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Martedì, 16 Agosto 2022
Cronaca Santa Sofia

Caldo anomalo, scende il livello di Ridracoli: "Nessun rischio siccità, situazione monitorata"

Questa situazione sta facendo sì che il livello dell'invaso della Diga di Ridracoli sia sceso di parecchio. Rispetto allo stesso periodo del 2014 l'andamento idrologico è però simile e pare non indicare particolari criticità

Un'estate calda e quasi per nulla piovosa e ora un mese di novembre con temperature anomale, anche 10 gradi sopra la media, con precipitazioni assenti e previsioni che confermano una stabilità atmosferica almeno fino al 20. Questa situazione sta facendo sì che il livello dell'invaso della Diga di Ridracoli sia sceso di parecchio. Rispetto allo stesso periodo del 2014 l'andamento idrologico è però simile e pare non indicare particolari criticità. Lo conferma a ForliToday il presidente di Romagna Acque, Tonino Bernabè.

“Non siamo in una situazione né di allarme né di preallarme, che scatta dai 9 milioni di metri cubi di acqua nell'invaso della Diga, teniamo monitorate le possibili perturbazioni, ma per noi il periodo di maggiore vendita è l'estate e a settembre-ottobre torniamo ad una gestione delle risorse ordinaria. Inoltre le fonti locali hanno ancora una buona disponibilità”, spiega Bernabè. All'inizio di agosto i metri cubi di acqua  a Ridracoli erano 22 milioni, a fronte di una capacità massima di 33, mantenuta tra fine febbraio e metà aprile. All'inizio di novembre si sono raggiunti i 14,5 milioni di metri cubi, mentre il livello dell'invaso è intorno ai 530 metri sul livello del mare. Il prelievo dalla Diga è  attualmente di 1.276 litri al secondo.

“Un grande aiuto arriva anche anche dal nuovo potabilizzatore di Ravenna, inaugurato il 25 settembre – prosegue il presidente – anche se ancora è in fase di collaudo. Oltre al territorio ravennate, questo soddisferà anche i Comuni di Cervia e Cesenatico, che fino ad ora dipendevano completamente da Ridracoli. Diciamo che la situazione per ora non contempla rischi, anche perchè diversi interventi furono messi in campo dopo le ultime crisi idriche: nel 2011 il potabilizzatore di Forlimpopoli e nel 2007 quelli mobili di Granarolo faentino e Macerone, che vengono attivati solo in caso di emergenza per prelevare acqua dal Canale Emiliano Romagnolo (anche se per motivi tecnici devono restare sempre accesi): senza dimenticare che sono anche disponibili le pompe sul Bidente”.  

“L'obiettivo è quello di collegare il nuovo potabilizzatore di Ravenna con Montecasale, dove si trova il baricentro dell'acquedotto della Romagna. Di fatto l'impianto della Standiana libera Ridracoli e le fonti locali, garantendo circa 20 milioni di metri cubi di acqua all'anno aggiuntivi, a fronte di una disponibilità idrica totale per la Romagna che va dagli attuali 110 milioni agli oltre 130 milioni, garantendo maggiori risorse per il territorio di Forlì-Cesena in particolare e anche per quello riminese, unita alla risorsa prodotta dalla conoide del Marecchia e dalla Diga del Conca”, conclude Bernabè.

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