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Cronaca

Carabiniere accusato di aver adescato una ragazzina, partito il processo. Venne smascherato dalle Iene

Si è aperto il processo a carico di un carabiniere forlivese accusato di aver tentato di adescare una ragazzina di 13 anni tramite i social network

Si è aperto il processo a carico di un carabiniere forlivese, all'epoca in servizio in provincia di Verona, accusato di aver adescato una ragazzina di 13 anni tramite i social network. Il fatto venne portato alla ribalta dalla trasmissione di Italia 1 "Le Iene" e si verificò nell'aprile del 2020. A distanza di due anni e mezzo, sono state chiuse le indagini della procura di Verona. Un troncone del giudizio è passato per competenza al tribunale di Novara. L'uomo, 39 anni, in questo filone è accusato di adescamento di minorenni, un articolo specifico del codice penale che punisce "qualsiasi atto volto a carpire la fiducia del minore attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante l'utilizzo della rete internet o di altre reti o mezzi di comunicazione". Ma per la parte principale della vicenda è in corso un parallelo iter giudiziario a Verona.

Nel corso dell'udienza del 3 ottobre scorso a Novara la difesa del carabiniere (attualmente sospeso) ha chiesto al giudice l'applicazione dell'istituto alternativo della "messa alla prova", vale a dire la sospensione del processo penale in cambio di lavori di pubblica utilità concordati con il giudice stesso. Ricorrendone i presupposti di legge, nei prossimi mesi si terrà l'udienza per definire il carico lavorativo e il tipo di attività per chiudere il carico penale specifico dell'adescamento, mentre resta in corso il procedimento nella città veneta.

Secondo quanto emerso il carabiniere aveva finto di essere un 15enne, usando anche la foto di un ragazzino deceduto di 21 anni. E lo avrebbe fatto per adescare tramite un social network una ragazzina di 13 anni piemontese. L'uomo avrebbe scambiato per settimane con la giovanissima messaggi sessualmente espliciti, in alcuni parlando di pratiche sessuali molto "spinte". Ma la chat era stata scoperta dal padre e dalla zia della giovane. Era stata proprio la zia a continuare la chat con l'uomo, fingendosi la nipote.  E grazie a questo che alla fine venne organizzato un incontro, a Peschiera del Garda, in provincia di Verona. L'uomo sperava di incontrare la ragazzina, ma si trovò di fronte la zia e l'inviata delle Iene Veronica Ruggeri, la quale poi ha raccontato l'intera vicenda nel servizio andato in onda nell'ottobre di due anni fa.

Nella puntata delle Iene è emerso che l'avrebbe quasi spinta a fuggire di casa, promettendole un riparo. La storia è stata poi raccontata in un libro realizzato dalla stessa zia, dal titolo molto evocativo "Hai comprato il perizoma o sei con il pigiamino?", scritto proprio per sensibilizzare sui rischi e le insidie che i giovani corrono quando si trovano online e sulla necessità dei genitori di vigilare sempre sulle loro chat con sconosciuti. E dalla zia arriva una nuova e vibrante protesta: "Nonostante la 'messa alla prova', non è stata imposta alcuna restrizione a quest'uomo per quanto riguarda l'uso dei social network, per cui può ancora liberamente utilizzarli, nonostante siano stati usati nell'adescare mia nipote".

A distanza di pochissime ore dalla messa in onda del servizio, i carabinieri fecero una perquisizione nell'abitazione e nell'armadietto in caserma del collega forlivese, facendosi consegnare arma d'ordinanza e tesserino. Ad ora il carabiniere risulta non essere in servizio effettivo.

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