Cronaca

Cava a Magliano, muro delle associazioni. I Verdi: "Rispettare il parere contrario della Provincia"

Anche un gruppo di associazioni si schiera contro il nuovo Piano delle Attività Estrattive che prevede la ripresa delle estrazioni di materiale nell'Oasi protetta di Magliano

Anche un gruppo di associazioni si schiera contro il nuovo Piano delle Attività Estrattive che prevede la ripresa delle estrazioni di materiale nell'Oasi protetta di Magliano. A scrivere sono le associazioni forlimpopolesi I Meandri, Barcobaleno , Forlimpopoli Cammina, Gruppo Sensibile: “L’area è di grande valenza ambientale: una molteplicità di ecosistemi in evoluzione in un territorio di pianura fortemente antropizzato. Tutelarla sarebbe il minimo di legge. Come? Creando un’Area di Riequilibrio Ecologico, già bloccata dalla Regione per lo scarso sostegno manifestato a suo tempo dal Comune di Forlì. Speriamo che la nuova amministrazione mostri un'inversione di tendenza. Occorre chiudere le cave, bonificare e ripristinare gli ecosistemi delle aree ancora occupate da queste anacronistiche attività, che bloccano lo sviluppo dei percorsi turistici, come è successo in altri fiumi a noi molto vicini, anche acquisendo queste aree per fini ambientali e di protezione civile all'interno del demanio pubblico”.

Ed ancora: “Siamo fiduciosi di poter mantenere alta l'attenzione sull'area fluviale e le sue potenzialità per un turismo slow, prima fra tutti la realizzazione di un tratto di rete escursionistica che unisca la via Emilia al ponte della Vernacchia a Meldola. Ribadiamo la nostra volontà di voler promuovere una visione strategica unitaria dell'area che ci veda tutti alleati verso lo sviluppo sostenibile di una delle poche Aree Naturali presenti vicino  alla città, fondamentale per il mantenimento della biodiversità, nonché meravigliosa, amata e frequentata da molti cittadini. Da anni i giovani delle associazioni si impegnano per promuovere l'area investendo il loro tempo e le loro energie anche per crearsi un lavoro che sia utile alla collettività. Questa promozione del territorio va nella direzione di un "futuro ecosostenibile e di basso impatto ambientale" al contrario di altre attività e apre nuove strade di fruibilità e godibilità del Sito di Importanza Comunitaria I Meandri del fiume Ronco”.

I Verdi

Scrive Alessandro Ronchi dei Verdi: “Cementificazioni , varianti urbanistiche, consumo di suolo,  e adesso cave sono ciò che caratterizza e definisce l’attività riguardante il territorio della amministrazione comunale di centrodestra  di Forlì che in questa materia riesce a fare peggio di quella che l’ha preceduta.  L’ultima perla, dopo le numerose varianti urbanistiche ad hoc che comportano nuovo consumo di suolo, riguarda l’approvazione da parte della Giunta di un nuovo piano cave sovradimensionato,  di oltre 2,5 milioni di metri cubi di ghiaia, che devasta territori pregevoli dal punto di vista paesaggistico e ambientale, fra i più belli del territorio comunale. E, non contenti, consentono addirittura la riapertura di una cava a Magliano all’interno di un SIC, sito di importanza comunitaria, area tutelata, nella quale la legge esclude la possibilità di realizzare attività di cava, a meno che essa non fosse già prevista dagli strumenti di pianificazione precedenti alla istituzione del SIC medesimo che risale al 2013. Ancora una volta, La Giunta, con una interpretazione arbitraria, non intende rispettare le norme europee e regionali in materia, la pianificazione provinciale sovraordinata e lo stesso decreto della Provincia”.

“Il decreto del Presidente della Provincia è peraltro chiarissimo e nell’esprime contrarietà attraverso una formale “riserva” nei confronti della cava di Magliano ne chiede lo stralcio nel rispetto della pianificazione provinciale sovraordinata che non la prevede affatto. Nel sottolineare che  la attuazione di interventi in contrasto con la pianificazione sovraordinata può configurarsi addirittura come reato, vogliamo mettere in evidenza un altro elemento assai negativo per un ambiente tutelato : il fatto che il Comune vuole consentire ad alla attività di frantoio e di accumulo di materiali di demolizioni  di continuare a devastare l’area ancora per altri 9 anni, fino al 2030. Ciò avrà effetti negativi per le specie animali che popolano il SIC e che sono una delle ragioni della sua istituzione”.

“Invece di attivarsi per delocalizzare una attività di carattere industriale e non estrattivo che manomette un’area naturalistica importante, apprezzata dai cittadini che la frequentano massicciamente proprio per le sue qualità ambientali, come a chiacchiere si afferma da anni, con questa delibera si privilegiano gli interessi privati rispetto a quelli della collettività. Riteniamo ineludibile che la Regione e la Provincia facciano rispettare sia la legge sia la pianificazione sovraordinata e che intervengano  per evitare che quel SIC sia ulteriormente  devastato”.

I Verdi chiedono infine la tutela anche per Ladino: “Sorprende che ancora nel 2021 si vada a scavare nei punti di maggior pregio ambientale, a cominciare da Ladino, a proposito del quale si legge nella relazione “è stata valutata favorevolmente la proposta di un ampliamento ed è stato assegnato un ulteriore quantitativo estraibile di 240.000 mc di ghiaie e sabbie” a pochi metri dal sito di interesse comunitario 'Selva di Ladino, Fiume Montone, Terra del Sole', derogando alle distanze dal cimitero parrocchiale, nella piana fra la via del Partigiano, la villa e la chiesa di Ladino. Ladino va assolutamente escluso e stralciato dal PAE, per la grande importanza del luogo dal punto di vista naturalistico poiché  riguarda un residuo degli antichi boschi planiziali che anticamente ricoprivano il nostro territorio”.

Ed infine: “Temi come questi infine non possono essere confinati nel dibattito fra poche persone in Consiglio. Essi riguardano una comunità intera e quindi si riapra il confronto con gli operatori economici, i quartieri, i portatori di interesse, il comune di Forlimpopoli che è parte interessata e non può non essere partecipe delle scelte che si vanno a prendere e finalmente si discuta di ciò che deve essere il nostro territorio”.

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