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Centro di spiritualità, sfida nel nome di Annalena Tonelli

Un casolare di campagna trasformato in un centro di spiritualità. E' quello sorto a Vecchiazzano, in via Borghina 4. Qui, grazie ad un lascito della famiglia Fiumi si trova ora un nucleo del Cuore Immacolato di Maria, che offre assistenza religiosa alla città

Un casolare di campagna trasformato in un centro di spiritualità. E' quello sorto a Vecchiazzano, in via Borghina 4. Qui, grazie ad un lascito della famiglia Fiumi si trova ora un nucleo del Cuore Immacolato di Maria, che offre assistenza religiosa alla città nonché è impegnato nel sostegno fattivo alle attività della parrocchia di Vecchiazzano. La prossima sfida è ora una nuova opera, un ricovero per famiglie che devono assistere i propri malati nelle strutture ospedaliere della zona, quali l'ospedale Morgagni e l'Irst.

Una sfida tentata manifestamente sotto il nome di Annalena Tonelli, la missionaria forlivese uccisa barbaramente ormai un decennio fa in Somalia nella sua grande missione del nord del Paese. Un nome che è garanzia per lo meno di tenacia e capacità di costruire il Bene. Come nasce questo centro? A spiegarlo è Luigi Moro, ministro locale dei Servi del Cuore Immacolato di Maria, che in articolo della Voce di Romagna presenta il il centro di spiritualità della sua congregazione ospitato in una casa colonica ristrutturata grazie a ben 180 donazioni, provenienti in gran parte dal Lazio e dal Veneto.

Il lascito viene da una famiglia di Vecchiazzano, i Fiumi, che entrano in contatto con Linda Pellegrini, un'altra missionaria che è stata accanto ad Annalena Tonelli in Africa, in particolare in Kenya. Linda, avuta questa “eredità inaspettata”, l'ha subito devoluta ai Servi del Cuore Immacolato di Maria, che ne hanno ricavato una cappella da 50 posti, una sala multimediale, e ancora sale per la confessione, ritiri spirituali e altri servizi. Vi risiedono anche dei sacerdoti e delle suore della stessa congregazione. Tutto il centro è dedicato al culto Mariano. E' una presenza religiosa importante per la città.

Ma resta appunto la sfida ancora più grossa: una struttura di foresteria, che affianchi l'aspetto sociale a quello più prettamente contemplativo. Si pensa appunto a degli alloggi per le famiglie di persone malate che provengono da fuori città e che devono assistere per lunghi periodi i propri cari nelle strutture ospedaliere della zona. Come alleati in questa scommessa i Servi hanno dalla loro parte il club dei Lions Forlì-Valle del Bidente, ma servono altri sforzi. Il progetto prevede anche di realizzare una cappella più grande per “incrociare” i tanti che vivono con sofferenza il vuoto spirituale dei nostri tempi e dar loro delle risposte.

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