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Convention di poeti a Portico: "La poesia va trattata come una vanga"

L’opera vincente della forlivese Serena Focaccia è scaturita da un viaggio sull’autostrada A4 che va da Torino a Venezia, mentre il secondo premiato, Franco Ponseggi, di Bagnacavallo, si è piazzato sulle Dolomiti

E’ stata una convention di poeti romagnoli. Più di trenta si sono presentati a Portico-San Benedetto la settimana scorsa per l’assegnazione del “Premio di poesia Acquacheta”, giunto alla sua seconda edizione. Quasi tutti avevano sottoposto le loro opere alla giuria del premio. Nessuno sapeva chi aveva vinto. Suspense e partecipazione attiva di militanti e attivisti della “penna che scava”. Ma anche una dimostrazione di quanto l’arte poetica, spesso considerata la Cenerentola della cultura, sia in effetti vivissima, sentita e discussa nella vasta area di provenienza dei poeti: dal ravennate alla zona cesenatica con una triangolazione verso l’Emilia, l’Abruzzo e la Toscana.

Per l’occasione, la zona d’impatto del premio è stata poeticamente estesa ancora più lontano. L’opera vincente della forlivese Serena Focaccia è scaturita da un viaggio sull’autostrada A4 che va da Torino a Venezia, mentre il secondo premiato, Franco Ponseggi, di Bagnacavallo, si è piazzato sulle Dolomiti. La sua opera intitolata “Alle Cinque Torri” ha preso le famose rocce come testimoni della tragedia della Prima Guerra Mondiale con un ricordo ai caduti, circa sedici milioni.

Questo tema ha offerto lo spunto ad Alfio Bernabei, Presidente della Giuria e fondatore del “Premio Acquacheta” insieme alla poetessa di Portico Elmina Martini, per rendere omaggio all’irlandese Seamus Heaney, Premio Nobel della Letteratura, morto a fine agosto all’età di 74 anni, che nella sua ultima poesia ha voluto ricordare appunto i Caduti di quella guerra. Bernabei, giunto apposta da Londra, dove risiede, per la premiazione, ha sorpreso il folto pubblico raccolto nella sala commentando l’opera di Heaney sullo sfondo di una foto con un trattore che ara un campo.

Ha preso i solchi come immagini di trincee, tombe per i caduti, ferite dei soldati e infine pagine aperte per scavare sia nella storia che nelle memorie personali di Heaney, nato in un podere, che era chiamato “il poeta contadino” ed era solito dire che la poesia “ è quella penna che scava”. C’è stato un momento di emozione quando a raccogliere il primo premio andato a Focaccia si è presentata Nives Massarutto, madre della recentemente scomparsa Katia Zattoni, assessore comunale di Forlì. La trentina di poeti convenuti ha ascoltato una delle poesie della Zattoni intitolata “Le stelle brillano” con un verso ripetuto più volte: “anche quando non si vedono.”

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