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Coronavirus, arriva lo stop dell'ordine agli avvocati sciacalli: "Promettono cause legali a medici e infermieri"

A prendere provvedimenti è l'Ordine degli avvocati di Forlì-Cesena che, in una nota dell'organismo regionale dell'avvocatura, spiega come già in "alcune parti d'Italia giungono pubblicità di sedicenti "avvocati specialisti"

Avvocati sciacalli che in tempo di coronavirus si promuovono in modo ingannevole. A prendere provvedimenti e a dare l'allarme è l'Ordine degli avvocati di Forlì-Cesena che, in una nota dell'organismo regionale dell'avvocatura, spiega come già in "alcune parti d'Italia giungono pubblicità di sedicenti "avvocati specialisti" che, spesso con termini poco chiari o addirittura ingannevoli, offrono prestazioni legali di vario genere collegate all'emergenza stessa, arrivando addirittura a proporre assistenza asseritamente gratuita per avviare azioni legali nei confronti di Ospedali, Medici ed Infermieri". "I Consigli degli Ordini degli Avvocati del Distretto di Corte d'Appello, riuniti in Urcofer - spiega l'avvocato Roberto Roccari, presidente dell'Ordine provinciale - hanno emanato una delibera per stigmatizzare gli odiosi episodi di pubblicità ingannevole". 
 

Così il testo dell'Urcofer (Unione Regionale dei Consigli dell'Ordine Forense dell'Emilia-Romagna): "Negli ultimi giorni abbiamo assistito su social media e organi di informazione a una proliferazione di messaggi da parte di sedicenti avvocati o studi legali con offerte asseritamente idonee a garantire elevati "standard di competenza ed efficienza" relativamente a varie problematiche connesse all'attuale situazione di emergenza epidemiologica COVID 19. In alcuni casi le prestazioni offerte per "contrastare l'emergenza" giungono persino a sollecitare l'avvio di azioni risarcitorie nei confronti di ospedali, medici ed infermieri, con disponibilità ad assistere gratuitamente le vittime e i loro famigliari.
Altrettanto è a dirsi riguardo ai suggerimenti offerti, anche da avvocati, circa possibili "rimedi" giudiziari alle violazioni delle disposizioni normative imposte dall'emergenza sull'ingiustificata circolazione dei cittadini. Si tratta, con tutta evidenza, di comportamenti odiosi, inqualificabili e intollerabili, soprattutto perché rivolti contro gli appartenenti a quel "fronte sanitario" che, a rischio della propria vita, rappresenta il vero argine al diffondersi dell'epidemia. E' stato, altresì, constatato che dette iniziative, talvolta, vengono promosse attraverso sigle ingannevoli, ovvero da persone giuridiche con oggetto sociale estraneo alla tutela legale (e, pertanto, in potenziale violazione della normativa penale sul divieto di esercizio abusivo delle professioni)".

Lo stesso testo aggiunge cheì: "Ancor più inaccettabile è che tali atti di sciacallaggio provengano da appartenenti alla nostra categoria professionale, in provocatoria e quasi irridente violazione del divieto di ricorrere a informazioni ingannevoli, suggestive, comparative e comunque non improntate a correttezza e sul divieto di accaparramento di clientela. L'Avvocatura del Distretto della Corte d'Appello di Bologna desidera, quindi, manifestare viva riconoscenza e vicinanza a medici, infermieri e a tutti gli esercenti delle professioni sanitarie che si stanno prodigando per il bene comune, anche con pesante sacrificio di vite umane".

Si conclude indicando la "ferrea intenzione di tutti gli Ordini Forensi del Distretto della Corte d'Appello di Bologna di vigilare attentamente sul proliferare delle suddette condotte e di provvedere all'immediata trasmissione, anche d'ufficio, di segnalazione al competente Consiglio Distrettuale di Disciplina, all'Autorità Giudiziaria e all'Autorità Garante della concorrenza".

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