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Crisi del debito? Non in Emilia Romagna, la regione meno indebitata

La Corte dei Conti parla di una gestione economico-finanziaria del bilancio relativo all'esercizio 2010 "positiva" e che "ha consentito di assicurare il rispetto dell'equilibrio di bilancio e il rispetto del patto di stabilità

“Il giudizio positivo della Corte dei Conti ci onora”. Così la vicepresidente e assessore al bilancio Simonetta Saliera commenta la relazione annuale sul bilancio della Regione, stilata dalla Corte dei Conti e presentata oggi nel corso dell’audizione che si è tenuta nella Commissione regionale “Bilancio affari generali ed istituzionali”.

“I dati attestano che l’Emilia-Romagna ha il minor debito in assoluto, che sono in continuo calo i costi di gestione sia della struttura politica sia di quella amministrativa”, aggiunge Saliera. “La Corte conferma la trasparenza e la solidità del bilancio della Regione e come le risorse pubbliche vengano destinate all’erogazione di servizi per i cittadini, alla tutela delle persone e dei territori e al sostegno al lavoro e alle imprese”.

In particolare la Corte dei Conti parla di una gestione economico-finanziaria del bilancio relativo all’esercizio 2010 “positiva” e che “ha consentito di assicurare il rispetto dell’equilibrio di bilancio sia in sede previsionale, che di assestamento e di consuntivo, nonché il rispetto del patto di stabilità”. “Concorrono a determinare la positività della valutazione - scrive ancora la Corte - anche la contenuta spesa per il debito, ampiamente al di sotto del limite di legge, e l’assenza di criticità derivanti da operazioni di finanza derivata. La complessiva solidità dell’impostazione contabile e finanziaria colloca la Regione Emilia-Romagna in una posizione che può essere ritenuta certamente positiva rispetto al complessivo attuale scenario della finanza pubblica territoriale”.

Sul fronte del debito, la Corte sottolinea come l’Emilia-Romagna abbia il minor debito pro capite d’Italia: 206 euro a residente nel 2010 (erano 221 nel 2009). Il giudizio positivo della Corte sottolinea però anche le incertezze e le difficoltà del sistema di finanziamento delle Regioni “conseguenza di un assetto federalista denso di precarietà e contraddizioni”. In particolare, scrive, “nonostante la nuova sensibilità federalista, soprattutto a causa della condizione complessiva della finanza pubblica italiana, il sistema finanziario regionale è attualmente un sistema dipendente dalla finanza statale e soffre, pertanto, delle disfunzioni connesse alla indeterminatezza temporale dei flussi finanziari e della solo apparente natura tributaria del gettito Irap, il cui ammontare regionale in realtà è strettamente connesso alla spesa sanitaria”.

Per quanto riguarda la spesa, commenta la Corte, se “diminuiscono sensibilmente le risorse destinate al funzionamento della struttura amministrativa”, le misure adottate dalla Giunta “per il 2011 sono dirette, in particolare, a garantire la salvaguardia del potere di acquisto alle famiglie (nido, non autosufficienza, fondo per l’affitto, ecc.), al contenimento delle tariffe dei servizi pubblici, al sostegno alla competitività del sistema produttivo e all’occupazione, a favorire la mobilità sostenibile e gli investimenti infrastrutturali”. Il 68,9% delle risorse complessivamente stanziate sono “destinate alle politiche della salute e della solidarietà sociale”, mentre oltre il 16% della spesa è destinato ad investimenti.

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