Senzatetto, parte "l'emergenza freddo": "Servono misure adeguate"

"L’arrivo del freddo in inverno viene identificato come un’emergenza, quasi non fosse prevedibile, e di fronte ad esso si sceglie di non mettere in campo misure adeguate", afferma oberto Grillini di "Forlì Città Aperta"

Col mese di dicembre è partita "L'emergenza freddo" a Forlì, misure a favore dei senzatetto. Per il periodo invernale resta aperta la stazione ferroviaria, mentre è attivo anche un nuovo dormitorio temporaneo. Tuttavia, specifica Roberto Grillini di "Forlì Città Aperta", "non ci sono posti sufficienti ad ospitare le persone che sono attualmente per strada. Le stesse due misure messe in campo lo scorso anno e che già allora si erano dimostrate insufficienti, tardive e poco dignitose".

"In periodi come questi è diventato davvero difficile parlare di situazioni anche piccole, banali, facilmente risolvibili - afferma Grillini -. Qualche giorno fa però, a pochi chilometri da Forlì, una persona è morta a causa di questi piccoli, banali e risolvibili problemi. Obinna Imo aveva 31 anni, un regolare permesso di soggiorno, aveva la possibilità economica per pagare un affitto ed era comunque costretto a dormire all'addiaccio perché nessuno voleva affittargli una casa e nei dormitori non c'è più posto da parecchio tempo. La sua morte non è uno sfortunato incidente, una casualità, ma è il tragico prevedibile effetto del razzismo che oramai permea la nostra società e impedisce a chi è straniero di trovare qualcuno che gli affitti una casa, e del totale disinteresse delle istituzioni nei confronti delle persone che sono costrette a dormire per strada".

"Conosciamo diverse persone che come Obinna sono costrette a dormire per strada anche a Forlì e da più di un anno denunciamo il problema evidenziando l'insufficienza cronica delle misure messe in campo dall'amministrazione per contrastarlo - aggiunge -. Fino ad ora nulla è cambiato. Uno degli esempi di questo disinteresse è la cosiddetta emergenza freddo. Ogni anno assistiamo allo stesso identico copione, l’arrivo del freddo in inverno viene identificato come un’emergenza, quasi non fosse prevedibile, e di fronte ad esso si sceglie di non mettere in campo misure adeguate. Una “truffa linguistica” a cui assistiamo da tempo e che serve soltanto a mascherare il reale disinteresse che le istituzioni hanno nei confronti di chi è costretto a dormire per strada".

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"Se anche dopo la tragica morte di una persona non siamo in grado di impedire che poche decine di persone non abbiano una casa e nemmeno un riparo provvisorio durante la notte in una città di 120mila abitanti, con quasi 3000 appartamenti vuoti, con un livello di benessere non disprezzabile, allora qualcosa di grave sta accadendo a tutti noi. Noi ospitiamo nelle nostre case alcune di queste persone, ma non è questa la risposta che una città come Forlì deve dare - conclude -. Siamo a dicembre. L’inverno è arrivato e il freddo notturno ha già causato la prima vittima. Ci chiediamo quanti altri morti saranno necessari per far si che si decida di muoversi seriamente per garantire un tetto sopra la testa per tutte e tutti".

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