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Emergenza profughi, da Bertinoro: "Oltre al Missirini non ci sono spazi adeguati"

Gli amministratori chiariscono che "non è prevista nel territorio comunale l'implementazione del Missirini di Fratta Terme con altre strutture simili"

Bertinoro potrebbe accogliere profughi "solo nel momento in cui esistessero e fossero disponibili spazi adeguati, ad oggi mai individuati". E' quanto affermano il sindaco Gabriele Fratto e l'assessore alle Politiche Sociali, Gessica Allegni. Gli amministratori chiariscono che "non è prevista nel territorio comunale l'implementazione del Missirini di Fratta Terme con altre strutture simili; si sta anzi, di concerto tra Comune e Prefettura, tenendo costantemente monitorata la situazione, consapevoli del problema che genera la permanenza delle persone accolte nell'hotel oltre i termini previsti con conseguenti disagi sia per chi occupa la struttura che per la località di Fratta".

"Al fine di risolvere una situazione di cui comprendiamo difficoltà e disagi abbiamo incontrato il Vice Prefetto Massa con cui ci siamo confrontati e con cui continueremo un dialogo costante al fine di individuare per il futuro soluzioni meno impattanti che leghino l'accoglienza a progetti di reale integrazione sociale e nell'ottica di implementare una gestione coordinata tra i territori di questo che è ormai un fenomeno strutturale - continuano Fratto e Allegni -. È rappresentativo del positivo dialogo il fatto che già in queste ore 3 delle persone presenti al Missirini verranno spostate per essere destinate a strutture adeguate. Ad oggi Bertinoro, Missirini a parte, non ha accolto profughi e potrebbe farlo solo nel momento in cui esistessero e fossero disponibili spazi adeguati, ad oggi mai individuati".

"Occorre in ogni caso ricordare che di fronte a questo genere di fenomeno migratorio, legato a ragioni di povertà, guerra, fuga da territori in cui è impossibile vivere e costruirsi un futuro chiudere gli occhi o scegliere la via dell'indifferenza o addirittura dell'odio razziale è la cosa peggiore che possiamo fare - proseguono il sindaco e l'assessore -. Abbiamo ancora tutti negli occhi e nel cuore le immagini del piccolo Omran, il bimbo siriano estratto dalle macerie. Simbolo di terre in cui i bambini rischiano di morire anche solo giocando per strada. Ma non basta la compassione che si prova davanti a queste immagini a cambiare le cose. La nostra Amministrazione intende investire nella cultura della solidarietà e agire in tutte le sedi preposte insieme agli altri enti locali e al Governo affinchè l'Europa vari finalmente politiche comunitarie e strategiche per dare risposta all' mergenza umanitaria. I comuni, soprattutto quelli più piccoli, hanno bisogno di sostegno e coordinamento senza essere lasciati soli".

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