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"Mia figlia discriminata perchè Down". Il caso all'iper Puntadiferro

La denuncia della mamma, Francesca Sassi arriva domenica tramite Facebook. La risposta della direzione dell'iper è chiara: garantito l'accesso a tutti nel rispetto del regolamento

Non ha potuto lasciare la figlia di 9 anni e mezzo all'aera giochi del centro commerciale Puntadiferro, perchè affetta da sindrome di Down. La denuncia della mamma, Francesca Sassi arriva domenica tramite Facebook. La risposta della direzione dell'iper è chiara: la gestione dell'area bimbi è affidata ad un operatore privato, una società di Parma, che interpellata, ha ribadito come quanto avvenuto rientri nella normale politica di accoglienza dei bimbi, che garantisce l'accesso a tutti nel rispetto del regolamento.

“Mi sono recata con le mie figlie al centro commerciale Puntadiferro – racconta Francesca - come in ogni buon centro esiste l'area sorvegliata bambini dove, sotto compenso, si può lasciare il bambino per poter fare spese più rapidamente.  Ho rilasciato una delibera firmata dove mi prendo ogni responsabilità per danni o infortuni, ho lasciato le mie 2 figlie più piccole, erano entusiaste. Dopo appena 15 minuti vengo richiamata al cellulare perchè c'è un problema. Sapete quale? Una delle mie figlie è Down, lì da sola non può stare, ci vuole la mia presenza. A che mi serve il servizio allora? L'ho dovuta portar via. Vergogna. Oltretutto non vi era scritto nulla del genere da nessuna parte, è una regola interna, ma non fatemi ridere, questa si chiama discriminazione. Mi han detto che è così anche per chi è asmatico o ha allergie. Ma a questi non si vede. Non ti chiedono mica il certificato! Questo è il mondo che abbiamo costruito per mia figlia, è ora di dire basta”. Questo è lo sfogo della mamma.

La nota della direzione del Puntadiferro, parla di rispetto del regolamento, al fine di garantire la miglior tutela dei bambini.
 

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