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Giovane ferito nella sparatoria, screzi col "rivale" già in passato per una donna

Migliorano le condizioni del 23enne di nazionalità albanese, residente a Forlì e senza precedenti alle spalle, rimasto ferito domenica sera a Villa Selva

Migliorano le condizioni del 23enne di nazionalità albanese, residente a Forlì e senza precedenti alle spalle, rimasto ferito domenica sera a Villa Selva, davanti allo Scalo Merci, durante un regolamento di conti. L'inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Fabio Di Vizio. L'ipotesi accusatoria è di tentato omicidio e lesioni gravi. Il quadro investigativo è ormai delineato: dietro l'aggressione, sfociata dopo calci e pugni in un colpo d'arma da fuoco, ci sono ragioni sentimentali.

Gli uomini della Squadra Mobile di Forlì, diretti dal dirigente Claudio Cagnini, sono riusciti ad ascoltare per pochi minuti il ferito. Il giovane, tuttora ricoverato all'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Vecchiazzano, ha confermato in sostanza che all'origine dell'episodio c'è uno screzio per una ragazza contesa. Una rivalità nata qualche settimana fa, sfociata anche in minacce pesante nei confronti del 23enne. Quello della tarda serata di domenica, in un'area buia della zona industriale di Villa Selva, doveva esser un incontro chiarificatore.

Nel luogo di ritrovo concordato il 23enne, a bordo di un "Fiat Doblò", si è presentato con un conoscente, mentre il "rivale", giunto a bordo di una Bmw, era spalleggiato da altri tre amici. Dalle parole l'aggressore è passato alle vie di fatto. Il malcapitato, dopo esser stato colpito con calci e pugni, è stato colpito all'altezza del ventre da un colpo d'arma da fuoco, una semi-automatica come confermato da un bossolo trovato per terra dagli agenti della Scientifica.

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