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Forlimpopoli in festa per San Rufillo, patrono e proto-vescovo

Saranno l’accensione della lampada votiva e la recita dei primi vespri solenni, in programma martedì 15 maggio, alle 19.30, nella basilica di San Rufillo

Saranno l’accensione della lampada votiva e la recita dei primi vespri solenni, in programma martedì 15 maggio, alle 19.30, nella basilica di San Rufillo, i gesti d’avvio della Festa 2018 del patrono e proto-vescovo di Forlimpopoli. Sempre martedì, alle 21.15, è previsto l’incontro con il Sindaco e la giunta municipale artusiana sul tema “Questioni di bene comune”. Mercoledì 16, alle 10.30, concelebrazione eucaristica con i sacerdoti della Diocesi di Forlì-Bertinoro presieduta dal vescovo mons. Livio Corazza, alla sua prima apparizione ufficiale a Forlimpopoli; alle 16.00, preghiera per gli ammalati con l’unzione degli infermi, seguita alle 19.00 dalla messa vespertina. La festa continua venerdì 18 maggio nel tendone di San Rufillo, con il “Concerto di Primavera” proposto dagli alunni del corso di indirizzo musicale della scuola secondaria di 1° grado “Manlio Marinelli”. Sabato 19 maggio, con partenza alle 14.30 dal campetto di via Kennedy, biciclettata dei ragazzi della Cresima al santuario bertinorese della Madonna del Lago. Domenica 20, alle 11.00 si terrà la messa comunitaria in basilica, seguita dal pranzo nel tendone attiguo; alle 20.30 la “Compagnia De Bosch” presenta le due farse dialettali “Al vèci in ti viciouni” e “Una giornata particolare in una canonica qualunque”. Nato ad Atene nel 292 e consacrato vescovo da papa Silvestro I nel 330, Rufillo, divenuto vescovo di Forlimpopoli, lavorò insieme a San Mercuriale, proto-vescovo di Forlì, per l’annuncio del Vangelo e la lotta alle eresie. Morì, novantenne, il 18 luglio del 382 a Forlimpopoli. San Pier Damiani, grande teologo, vescovo e cardinale ravennate vissuto dal 1007 al 1072, nel sermone tenuto in onore di San Rufillo riportò anche il suo testamento spirituale: “Ciò che ognuno spende amando il proprio prossimo lo spende per sè stesso. Guardatevi, o dilettissimi, dalle contese, amate la pace, siate testimoni di carità, affinché, fregiati di questi ornamenti possiate presentarvi sereni davanti alla potenza del sommo giudice”. Nel 1362, dopo la distruzione di Forlimpopoli da parte delle truppe pontifice comandate dal cardinale spagnolo Gil Alvarez Carrillo de Albornoz, le reliquie di San Rufillo furono trasportate a Forlì nella chiesa di San Giacomo in Strada, l’attuale Santa Lucia. Ritornarono a Forlimpopoli, nella basilica a lui dedicata, il 16 maggio 1964, per essere custodite sotto l’altar maggiore. La Festa Patronale 2018 sarà la prima organizzata con l’apporto determinante del nuovo parroco don Stefano Pascucci, entrato ufficialmente a Forlimpopoli il 14 ottobre 2017. Con il nuovo curato, classe 1957 e sacerdote dal 1984, la cittadina artusiana vanta per la prima volta nella sua storia, un solo riferimento spirituale alla guida delle parrocchie di San Pietro, San Rufillo e Selbagnone. Don Stefano si è ben inserito nella nuova comunità (oltre 5000 famiglie per un totale di 11.500 persone), grazie anche all’apporto degli ex parroci don Agostino Fornasari e don Aldo Budelacci, che sono rimasti in loco con funzioni e responsabilità minori.

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