Giornata mondiale dello "Stop 5G": flashmob al Parco Urbano

Hanno partecipato alla manifestazione - svolta in occasione della giornata mondiale "Stop 5G" - anche le associazioni aderenti al Taaf

Il comitato "Stop 5G Romagna", di cui il Wwf di Forlì-Cesena fa parte, ha organizzato sabato mattina all'interno del Parco urbano "Franco Agosto", un flash mob per sensibilizzare l'opinione pubblica "sulle problematiche tecnologiche e sanitarie della telefonia mobile di quinta generazione (5G)". Hanno partecipato alla manifestazione - svolta in occasione della giornata mondiale "Stop 5G" - anche le associazioni aderenti al Taaf.

IL VIDEO - Al Parco Urbano il flash-mob di protesta contro le antenne 5G

Il comitato ha dato lettura di un estratto della denuncia all’Onu dell’11 febbraio 2019 da parte dell’Associazione Planetaria per l’Energia Pulita, nella quale è stato riportato come "la radiazione da radiofrequenza ha degli effetti biologici e questo non è un argomento di discussione: è stato stabilito già più di sessant’anni fa, quando il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha testato l’impatto delle radiazioni da radiofrequenza sugli animali e sugli esseri umani in diverse condizioni. Questi effetti biologici sono visibili in tutte le forme di vita: piante, animali, insetti e microbi. Vi sono più di 10.000 studi dell’impatto sulla salute delle radiazioni da radiofrequenza e ci sono prove sostanziali sulla natura cumulativa e sulla irreversibilità di alcuni effetti, come quelli neurologici-neuropsichiatrici, riproduttivi, cardiaci, ormonali e le mutazioni nel Dna".

Per gli ambientalisti, "alcuni effetti possono influire anche sull’evoluzione del genere umano. C’è una chiara evidenza che la radiofrequenza stia causando nell’Uomo non solo il cancro, ma anche un ampio spettro di disturbi invalidanti: decadimento cognitivo, deficit di apprendimento e della memoria, danni neurologici, aborti spontanei, alterazioni della funzione e della qualità degli spermatozoi, obesità, diabete, acufèni, un impatto sul benessere generale, alterazioni del ritmo cardiaco e malattie cardiovascolari. A livello cellulare la radiazione da radiofrequenza provoca alterazioni del metabolismo e dello sviluppo delle cellule staminali, dell’espressione genica e proteica, aumento dei radicali liberi, stress ossidativo e danni al Dma. Gli effetti sui bambini sono importanti e comprendono alcuni di quelli già citati, ma anche autismo, deficit di attenzione, iperattività e asma".

Nella relazione è stato scritto come "la radiofrequenza ha effetti immediati su alcuni aspetti della biologia. Questi possono essere espressi più velocemente nelle persone che già soffrono di elettrosensibilità e ipersensibilità ai campi elettromagnetici. L’impatto delle telecomunicazioni sugli esseri umani e sull’ambiente non è mai stato testato prima del loro sviluppo a livello globale. Gli adulti e i bambini sono stati usati come cavie per la sperimentazione senza essere mai stati informati e senza il loro consenso. Al contrario, l’opinione pubblica è stata volutamente fuorviata. Gli interessi economici hanno prevalso sul principio di precauzione. Non c’è alcuna via di uscita. Con l’avvento del 5G, tutti sono indiscriminatamente irradiati a dosi sempre più elevate".

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Gli aderenti al comitato hanno richiesto, con petizione popolare consegnata in comune il 25 ottobre scorso e con ripetuti incontri, che il sindaco "si adoperi per adottare con urgenza un Piano-Regolamento aggiornato che permetta di tutelare la salute dei cittadini dall’esposizione ai campi elettromagnetici utilizzando tutte le migliori tecnologie disponibili e sicure, come quelle via cavo, e attuando (o aggiornando) un piano regolatore per sistemi terrestri di comunicazioni elettroniche accurato e attento, che permetta di minimizzare l’esposizione dei cittadini ai campi elettromagnetici".

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