Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Ha la patente sospesa, ma guida con la fotocopia di quella del fratello gemello. Tradito da una notte in albergo

Raggiunto nella stanza è stato poi accompagnato in questura per la procedura di legge conseguente gli illeciti penali ed amministrativi commessi sia in città, sia nei precedenti casi in cui gli era riuscito l’inganno

La Polizia di Stato ha denunciato un cesenaticense di 51 anni in quanto accusato di avere in più circostanze fornito false generalità durante i controlli delle forze dell'ordine. In particolare, avendo la patente sospesa, per cercare di ingannare il personale in divisa quando veniva fermato, esibiva la fotocopia di quella del suo gemello, ma tutto è venuto alla luce nella nottata tra lunedì e martedì a Forlì, grazie all’intuito degli operatori di una Volante dell’Ufficio Prevenzione Generale della questura. 

L’uomo è stato controllato mentre percorreva in sella ad una moto via Ravegnana. Come le altre volte, ha dichiarato di non avere al seguito la patente originale e ha esibito una fotocopia confermando che quelle lì trascritte erano le sue generalità. Gli agenti hanno registrato il nome nella loro scheda e redatto un verbale di violazione al codice della strada per la mancata esibizione del documento originale, con intimazione di recarsi nei termini di legge ad esibirlo in qualsiasi comando di Polizia. In prima battuta sembrava che l’inganno fosse riuscito anche questa volta. Gli agenti, pur trovando singolare che tra il carteggio mostrato dall’individuo vi fossero altri verbali stilati per lo stesso motivo in tempi recenti, non hanno ritenuto vi fossero sufficienti elementi per dubitare della parola del fermato e sottoporlo a procedura di accompagnamento per identificazione.  

Più tardi, durante il normale pattugliamento cittadino, gli stessi agenti hanno notato la moto parcheggiata nei pressi di un albergo, così hanno deciso di effettuare un controllo in quanto nessun albergo può fornire servizi a persone che non siano in grado di esibire un valido documento. È emerso che il 51enne era stato registrato con una carta d’identità a nome del fratello gemello dell’intestatario della patente di guida esibita in copia, pertanto l’inganno è risultato immediatamente chiaro. Inoltre la centrale ha verificato che il cliente dell’albergo aveva la patente sospesa. Raggiunto nella stanza è stato poi accompagnato in Ufficio per la procedura di legge conseguente gli illeciti penali ed amministrativi commessi sia in città, sia nei precedenti casi in cui gli era riuscito l’inganno.

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