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Cronaca

I libri e la lettura varcano le porte del carcere per far "ripensare sè stessi"

La lettura varca le sbarre e arriva ai detenuti di Forlì grazie all'iniziativa "Incontri in Biblioteca". Ormai da diversi mesi in carcere di Forlì e alcune associazioni lavorano insieme con la convinzione che la cultura e l'arte siano il tramite per generare riflessioni

La lettura varca le sbarre e arriva ai detenuti di Forlì grazie all’iniziativa "Incontri in Biblioteca". Ormai da diversi mesi in carcere di Forlì e alcune associazioni lavorano insieme con la ferma convinzione che la cultura e l’arte siano il tramite fondamentale per generare riflessioni e pensieri nuovi, capaci di trasformare l’infertile, in fertile, ossia le azioni distruttive commesse da chi è ristretto, in azioni fruttuose per se e per gli altri.
 

E’ stato così anche sabato 24 Gennaio, grazie a Linea Rosa e Lions Club Forlì Cesena-Terre di Romagna, quando nella Rocca è giunto Luca Pagliari, giornalista, scrittore, regista di numerosi documentari e cortometraggi, per portare soprattutto storie di umanità difficile che pur nelle strade impervie hanno scelto quelle della costruzione.
 

In particolare prendendo spunto dal libro di Kristel “Il silenzio dopo la neve” (Historica 2013) , donato alla biblioteca del carcere e letto da alcuni detenuti, si è riflettuto su temi sempre urgenti delle dipendenze, dell’adolescenza, del pregiudizio e, soprattutto, di quali significati ognuno di noi voglia dare alle proprie esperienze negative.
 

La passione di Pagliari per le “storie di vita”, quelle vere, quelle che avvolte sono difficili da raccontare nella superficialità dei messaggi mediatici che ci vogliono spesso diversi da come siamo realmente, ha coinvolto profondamente i detenuti e le detenute. L’incontro è stato mediato da un operatrice dell’area pedagogica del carcere, come forma di amplificazione dei contenuti critici dell’evento.

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